Neonato morto a Roma, ipotesi di falso. Sospeso il primario

Decine di telefonate di disdetta, da parte di partorienti, stanno arrivando al centralino dell'ospedale.

di Elena Arrisico 26 luglio 2012 10:56

Dopo il caso del neonato deceduto a causa del latte erroneamente iniettatogli nel sangue, le partorienti sono in fuga dall’ospedale San Giovanni di Roma. Numerose disdette stanno arrivando nel reparto di neonatologia dell’ospedale dove è morto, il 29 giugno scorso, Marcus De Vega – questo è il nome del bambino – neonato prematuro di origine filippina.

La procura sta vagliando nuove accuse per i 7 medici ed i 13 infermieri indagati nel reparto in questione, da aggiungersi a quella di omicidio colposo. Si ipotizza, infatti, anche il reato di falso, dopo che gli ispettori – inviati da Renato Balduzzi, ministro della Salute – giunti sul luogo, hanno appurato che nella cartella clinica del bimbo c’erano alcune correzioni.

Gianluigi Bracciale, direttore generale dell’ospedale, ha revocato Caterina De Carolis dalla carica di direttore dell’unità operativa complessa di neonatologia; mentre la magistratura ha disposto un nuovo esame sul corpo del neonato, presso il Policlinico Tor Vergata. “Voglio andare via da Roma, sotto le finestre dell’ospedale ci gridano “assassini“, ha rivelato l’infermiera che ha commesso l’errore. Dai colleghi, la donna – 40enne – è descritta come un’infermiera molto esperta e con decine di ore di straordinari all’attivo.

Danilo Granito – avvocato di Jacqueline De Vega, la mamma di Marcus – ha dichiarato: “Nessuno l’ha mai informata di quanto avvenuto. Il 28 giugno, alle 2:00 del mattino, è stata chiamata dal reparto e le è stato detto che c’erano state delle complicazioni legate ad un’insufficienza respiratoria. Poi, quando è morto, hanno parlato di un evento naturale“, ha detto.

Intanto, l’ansia cresce anche nel reparto: “Ad essere sincera, non mi sento proprio tranquilla“, ha dichiarato una partoriente ricoverata al San Giovanni. “In teoria, se è già successa una tragedia del genere, non dovrebbe succedere di nuovo; anche perché il livello di attenzione di medici e infermieri, adesso, spero sia molto più elevato di quanto non lo fosse un mese fa“, ha risposto il marito della donna.

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