Naufragio Costa Concordia, altre 7 persone iscritte nel registro degli indagati

Nuovi avvisi di garanzia per il naufragio della Costa Concordia. La Procura di Grosseto ha iscritto nel registro degli indagati altre 7 persone: 4 ufficiali in plancia e tre funzionari della Costa. I reati contestati sono: omicidio colposo, naufragio e omessa comunicazione alle autorità marittime.

di Simona Vitale 23 febbraio 2012 12:58

Sale a 9 il numero degli indagati per il disastro della nave Costa Concordia naufragata lo scorso 12 gennaio al largo dell’isola del Giglio. Dopo il comandante Francesco Schettino e l’ufficiale Ciro Ambrosio, nel registro degli indagati sono finite altre 7 persone, tra cui 4 ufficiali che erno in plancia e 3 funzionari della compagnia Costa. La procura di Grosseto ha dunque notificato i nuovi avvisi di garanzia al comandante in seconda della nave, Roberto Bosio, agli ufficiali in plancia Silvia Coronica, Salvatore Ursino, Andrea Bongiovanni. Messo sotto accusa è statto poi il vertice dell’unita’ di crisi che sovrintende alla flotta di s.p.a. Costa. Risultano pertanto indagati Manfred Ursprunger, vicepresidente esecutivo della compagnia e responsabile ‘fleet operation”, Roberto Ferrarini, capo dell’unità di crisi, e Paolo Parodi, fleet superintendent della nave. In particolare, i due ufficiali di plancia Silvia Coronica e Salvatore Ursino sono stati indagati perchè al momento dello schianto della nave contro gli scogli risultano coinvolti nella manovra di avvicinamento all‘isola del Giglio. Unico comunque a rimanere accusato di abbandono della nave risulta essere il comandante Schettino, il quale risulta ora indagato anche per omessa comunicazione alle autorita’ marittime dell’incidente contro gli scogli del Giglio. L’accusa gli è stata notificata contestualmente agli avvisi di garanzia recapitati ai 7 nuovi indagati nella giornata di ieri. Per gli inquirenti Schettino deve rispondere nello specifico anche di non aver comunicato alla Capitaneria di porto di Livorno l’effettiva gravità della situazione, ritardando le procedure di emergenza e soccorso.

I reati contestati sono: omicidio colposo, naufragio e omessa comunicazione alle autorità marittime. Ai tre top manager di Costa è stata invece contestata una pessima gestione da terra dell’emergenza. “L’accertamento della verità è indispensabile affinché sia fatta giustizia per le vittime, ma anche nei confronti del nostro equipaggio e dell’azienda stessa. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura, alla quale abbiamo offerto fin da subito la massima collaborazione. Esprimiamo piena solidarietà e fiducia ai nostri collaboratori, della cui professionalità e correttezza etica abbiamo l’assoluta certezza” è stato il commento della compagnia.

Ieri, nel frattempo, sono stati individuati i cadaveri di altre 8 vittime del naufragio, tra cui anche quello della piccola Dayana Arlotti, 5 anni, che si trovava in vacanza con il padre sulla nave. Il bilancio ufficiale dei morti sale così a 25.

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