Napolitano, impeachment archiviato. Grillo: “Vada via comunque”

Si sono espressi per l'archiviazione tutti i partiti tranne il M5S, mentre Forza Italia non ha partecipato al voto, ma continua ad attaccare il Qurinale.

di Luca Fiorucci 11 febbraio 2014 15:45
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Il Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa ha accolto la richiesta del Pd per l‘archivazione della richiesta di impeachment per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avanzata dal Movimento 5 Stelle, con 28 si (Pd, Ncd, Sel, Scelta Civica, Popolari per l’Italia e Socialisti), e otto voti contrari, del Movimento 5 Stelle. Forza Italia, che inizialmente non aveva escluso di votare contro l’archiviazione, è invece uscita dall’aula per non partecipare al voto. I grillini, però, non hanno intenzione di mollare: “Non finisce qui” hanno commentato sinteticamente su twitter, e hanno annunciato una raccolta firme in Parlamento “per chiedere che il caso-Napolitano venga portato in aula in seduta congiunta”.

E il loro leader Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un nuovo duro post, dal titolo #Napolitanoavita, dove afferma: “Siamo condannati a Napolitano a vita. Deve avere la dignità di dimettersi”, poichè, spiega, “non rappresenta più la maggioranza del Parlamento, non è considerato super partes, è in sostanza il Presidente del pdexmenoelle, da cui proviene, che ha la maggioranza alla Camera solo grazie al vergognoso premio ottenuto grazie al Porcellum. Come può rimanere ancora al Quirinale?Grillo parla inoltre di archiviazione “alla velocità della luce” della messa in stato d’accusa del presidente, e si scaglia contro il “coraggio dei conigli” degli esponenti di Forza Italia, “usciti dall’aula per non votare”.

Forza Italia, però, continua nei suoi attacchi contro il Quirinale, per via delle rivelazioni sulla consultazione anticipata di Monti fatta da Napolitano all’inizio dell’estate 2011. Il coordinatore di Forza Italia Giovanni Toti, ospite di Mattino Cinque, ha affermato: “Non so se Napolitano deve dimettersi, certamente deve fare chiarezza. Di sicuro su quell’estate c’è ancora molto fumo, bisogna capire cosa è successo, è irrituale che un presidente affiidi “pre-incarichi” mentre c’è un governo in carica, non sfiduciato, quando a giugno lo spread era a 250, non a 500″. Lo stesso capo dello Stato, però, in una lettera al Corriere della Sera, ha cercato di porre fine alle “dietrologie” scaturite dalle ricostruzioni del giornalista Alan Friedman, spiegando: “L’interpretazione che si cerca di darne in termini di “complotto” è fumo, soltanto fumo”.

Anche il premier Enrico Letta è intervenuto a difesa di Napolitano, in una nota in cui ha puntato il dito “sulla contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica. A questi attacchi si deve reagire con fermezza”. L’ex premier Mario Monti, invece, ha confermato, in un’intervista al Tg1, i contatti con il Colle avvenuti nell’estate 2011, spiegando: “Mi aveva fatto capire che in caso di necessità dovevo essere disponibile. Ma è assurdo che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un’alternativa se si dovesse porre un problema”. 

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