Monte dei Paschi, Napolitano: “Fare chiarezza”

Il Capo dello Stato: "Ci sia consapevolezza dell'interesse nazionale". Sulla Banca d'Italia: "Vanno salvaguardate le istituzioni di garanzia."

di Luca Fiorucci 1 febbraio 2013 0:56
Giorgio Napolitano

Sulla questione del Monte dei Paschi di Siena è intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che, in un’intervista al “Sole 240re”, ha espresso l’auspicio che si manifesti quella consapevolezza dell’interesse nazionale cui sono di certo sensibili tutte le forze responsabili, ferma restando la netta distinzione tra la doverosa azione penale e le riconosciute condizioni di stabilità della banca oggetto d’indagine“. Il Capo dello Stato avverte il rischio di immagine per la Banca d’Italia e quello che di conseguenza il nostro sistema bancario possa essere percepito come instabile da parte dei mercati.

Per questo ha aggiunto: “So quanto possano essere importanti il ruolo e l’impulso della stampa per far luce su situazioni oscure e comportamenti devianti. Sono altrettanto fermamente convinto che va salvaguardato il patrimonio di credibilità e di prestigio, anche fuori d’Italia, di storiche istituzioni pubbliche di garanzia, insieme con la riconosciuta stabilità del nostro sistema bancario nel suo complesso“. Napolitano ha quindi preso le difese della Banca d’Italia, affermando che “ha esercitato fin dall’inizio con il tradizionale rigore le funzioni di vigilanza nei limiti delle sue attribuzioni di legge. E in effetti, la collaborazione che essa ha prestato e presta senza riserve alla magistratura inquirente è garanzia di trasparenza per l’accertamento di tutte le responsabilità”.

Sulla vicenda della banca senese hanno ripreso oggi a polemizzare a distanza anche il premier uscente Mario Monti e il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Il primo ha infatti affermato: “Per il bene di tutti bisogna tenere i partiti fuori dalle banche. Sono stato accusato in passato di presiedere un governo di banchieri. Ricordo solo che il decreto Salva Italia, voluto dal nostro governo, ha vietato le presenze incrociate nei consiglio di amministrazione di banche e compagnie di assicurazioni concorrenti“. A Monti, Bersani ha replicato: “Monti ha detto via i partiti dalle banche? Sono d’accordo dieci volte. Io aggiungo via i banchieri dai partiti. Così siamo a posto”. Nella polemica si sono inseriti anche Silvio Berlusconi e Beppe Grillo.

Il Cavaliere, dopo aver premesso di non aver “paura di essere sbranato”, in riferimento appunto al leader del Pd, che aveva minacciato di “sbranare” chi avesse accusato il suo partito per la vicenda Mps, ha affermato: “Bersani ha la faccia tosta, tutti sanno che Mps appartiene al Comune di Siena che da 60 anni è governato dalla sinistra e che 13 su 15 consiglieri del Montepaschi sono di nomina da parte della sinistra”. Anche il comico genovese ha rinfacciato al Pd i suoi presunti legami con la banca toscana: “A nominare questa fondazione è stata la provincia di Siena, la Regione, il Comune che sono in mano al Pd. Non ho chiesto l’arresto di Gargamella (il soprannome che ha attribuito a Bersani), non voglio che vada in galera nessuno, anche perchè costerebbero altri 300 euro al giorno. Meglio che facciano i lavori socialmente utili, perchè ne abbiamo bisogno” ha affermato.

4 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti