Mondadori, la Cassazione: “Berlusconi paghi 500 milioni alla Cir”

La Suprema Corte ha confermato la sentenza d'appello, riducendo la cifra. I giudici: "Berlusconi beneficiario delle trame illecite attuate da altri sodali".

di Luca Fiorucci 18 settembre 2013 8:10

La Corte di Cassazione ha depositato ieri le motivazioni della sentenza con la quale, lo scorso 27 giugno, aveva respinto il ricorso della Fininvest di Silvio Berlusconi contro la Cir di Carlo De Benedetti per il risarcimento del Lodo Mondadori, la vicenda che portò il Cavaliere alla presidenza della casa editrice, rivedendo leggermente in ribasso la cifra stabilita dai giudici in appello, che prima era di 564,2 milioni di euro, e adesso, calcolando anche gli interessi, ammonterebbe a 494 milioni di euro. La sentenza ha quindi confermato che, nel 1991, l’annullamento del lodo arbitrale sulla Mondadori favorevole a De Benedetti da parte della Corte d’Appello di Roma avvenne in seguito alla corruzione del giudice Vittorio Metta da parte di Cesare Previti, uno degli avvocati del gruppo Fininvest e amico di Berlusconi, che versò al giudice più di un miliardo di lire.

Per i magistrati, inoltre, Berlusconi è stato “indiscusso beneficiario delle trame illecite materialmente attuate da altri sodali“, ma per lui la vicenda, da un punto di vista penale, si è ormai “irrevocabilmente” conclusa, essendo stato prosciolto per prescrizione. La Cassazione nel 2007 aveva già condannato Previti e altri due avvocati Fininvest a un anno e mezzo di reclusione per corruzione giudiziaria, e il giudice Metta a due anni e otto mesi; il Cavaliere, invece, era stato già prescritto nel 2001 perchè il suo coinvolgimento nella vicenda era stato accertato fino al 2001, mentre per gli altri imputati era continuato fino al 1992.

La Suprema Corte ha ribadito che “l’avvocato Previti doveva ritenersi organicamente inserito nella struttura aziendale della Fininvest e non occasionalmente investito di incarichi legali conseguenti alle incombenze demandategli”. Fra queste, vi era “anche l’attività di corruzione di alcuni magistrati, allo scopo di conseguire illeciti vantaggi” per la stessa Fininvest. Per la Cassazione, inoltre, la corruzione da parte della Fininvest del giudice Metta ha privato la Cir “non tanto della chanche di una sentenza favorevole, ma, senz’altro, della sentenza favorevole, nel senso che, con Metta non corrotto, l’impugnazione del Lodo sarebbe stata respinta”. Fininvest è stata inoltre condannata a pagare la metà delle spese di giudizio sostenute dalla Cir, pari a 900.200 euro, mentre l’altra metà resta compensata tra le parti.

Il presidente della Cir Carlo De Benedetti ha commentato in una nota: “Prendo atto con soddisfazione che dopo più di vent’anni viene definitivamene acclarata la gravità dello scippo che la Cir, attraverso la mia persona, subì a seguito della accertata corruzione di un giudice da parte della Fininvest di Berlusconi, il quale, a quel tempo, era ancora ben lontano dall’impegnarsi in politica“. Opposta, invece, la reazione di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, per la quale “questa sentenza non è giustizia, è un altro schiaffo alla giustizia. Rappresenta la conferma di un accanimento sempre più evidente. E la sua gravità lascia sgomenti“. La notizia della sentenza della Cassazione ha avuto effetto anche in Borsa, dove il titolo Cir era in parità e poi è salito del 6,89 per cento.

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