Volontario della parrocchia violenta 3 minori per 3 anni: arrestato

Il 26enne arrestato, molto attivo nel campo del sociale, viveva nello stesso quartiere delle sue vittime e ne conosceva le rispettive famiglie.

di Simona Vitale 22 ottobre 2012 15:43

Tre ragazzini, due di 13 anni e uno di 12, per anni sono stati oggetto di violenze sessuali da parte di un uomo, conoscente delle rispettive famiglie dei giovanissimi e che vive nel loro stesso quartiere. I carabinieri di Seregno, in provincia di Milano, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere della Procura della Repubblica di Monza nei confronti del presunto violentatore, un giovane di 26 anni di Seregno, incensurato e impegnato in diverse attività sociali. Secondo quanto emerso dalle prime indagini i 3 ragazzini erano vittime della violenza sessuale del 26enne da almeno 3 anni.

Inoltre, le giovani vittime non provenivano da contesti sociali degradati, ma da famiglie benestanti che vivevano nel centro di Seregno. Il presunto violentatore, invece, viveva con i genitori proprio nello stesso quartiere dei ragazzini dei quali abusava. L’episodio che ha permesso di far venire alla luce gli abusi è avvenuto durante un incontro in una chiesa. Nel corso di una premiazione, il 26enne si è avvicinato per congratularsi con una delle sue vittime, che aveva ricevuto un premio, e che si è rifiutato di stringergli anche la mano, andandosene via. Come ha raccontato un investigatore: “Questo particolare non è sfuggito ai parenti e amici della vittima che poi ne hanno parlato fra di loro e hanno deciso di chiedere al ragazzo delle spiegazioni. In quel momento il giovane ha rivelato di detestare quell’uomo per quello che gli aveva fatto”.

Dalla vicenda è scattata anche una denuncia che ha permesso poi di realizzare che anche altri due ragazzini erano stati violentati dal 26enne. Le indagini hanno permesso di scoprire che ripetuti sono stati, nel corso degli ultimi 3 anni, i rapporti sessuali, anche molto violenti, che i ragazzini hanno avuto con il pedofilo. Sembra che solo negli ultimi mesi, però, le vittime abbiano preso effettiva coscienza di ciò che erano costretti a subire. In casa dell’uomo è stato sequestrato anche un PC al fine di verificare se contiene materiale pedopornografico.

12 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti