Milano, tassista in coma dopo un litigio: identificato l’aggressore

Sarebbe stato un uomo di una cinquantina d'anni ad aggredire il tassista, forse per una mancata precedenza sulle strisce pedonali.

di Luca Fiorucci 24 febbraio 2014 15:53
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E’ ancora in coma Alfredo Famoso, il tassista di 68 anni aggredito ieri sera a Milano, in via Morganti, all’angolo con piazzale Bacone. La prognosi rimane riservata,  ma nel bollettino emesso oggi alle 11.20 dall’Ospedale Niguarda, dove l’uomo è stato trasportato ieri sera “in condizioni già critiche”, si parla di condizioni “altamente critiche ed instabili” e di un “grave trauma cranico condizionante emorragia cerebrale”, e già ieri sera il tassista è stato sottoposto ad un lungo e delicato intervento chirurgico. E’ stato intanto identificato l’aggressore: sarebbe un uomo sulla cinquantina, residente nella zona, che dopo il fatto era rimasto sul posto alcuni minuti, parlando con alcuni testimoni e lasciando nome e cognome, e si era allontanato solo dopo, su pressione della compagna, incinta di otto mesi, che non si sentiva bene.

L’uomo potrebbe costituirsi in giornata, hanno spiegato in ambienti vicini alle indagini, dove parlano di un momento “delicato per lo sviluppo degli accertamenti”. Stando ad una prima ricostruzione, egli e la sua compagna stavano attraversando la strada dopo aver fatto la spesa in un supermercato del quartiere, e qui sarebbe cominciato il diverbio perchè il tassista non si sarebbe fermato per farli passare sulle strisce pedonali. L’aggressore avrebbe allora colpito con un sacchetto della spesa lo specchietto del taxi, una Toyota Prius, e a quel punto Famoso sarebbe sceso dalla vettura, mentre l’uomo, che aveva in mano un cestello di bottiglie di plastica piene d’acqua appena acquistate, avrebbe preso la rincorsa alzando il cestello e colpendo poi con esso il tassista, che avrebbe perso l’equilibrio e si sarebbe accasciato prima su un’altra auto parcheggiata e poi per terra.

I testimoni si sarebbero poi accorti che il tassista stava male, e alle 20.23 è partita la chiamata al 118, che ha portato l’uomo al Niguarda, mentre nella confusione l’aggressore si sarebbe dileguato. L’uomo si sarebbe allontanato “probabilmente perchè convinto che le condizioni dell’autista non fossero così gravi“, hanno spiegato gli investigatori, che hanno aggiunto: “Stiamo ancora effettuando accertamenti sull’identità dell’aggressore e ci sono ancora punti da chiarire sulla ricostruzione“.

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