Orrore a Milano, madre e figlio di tre anni sgozzati in casa

Libanny Meja Lopez, 29 anni, dominicana, e il figlio sono stati uccisi in un appartamento in via Segneri. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.

di Luca Fiorucci 5 marzo 2014 0:26
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Una giovane donna dominicana di 29 anni, Libanny Meja Lopez, e suo figlio di tre anni e mezzo sono stati brutalmente uccisi a coltellate nel pomeriggio di martedì a Milano, in via Segneri, nella periferia sud-ovest della città. Secondo i rilievi medico-legali, entrambi presentano vaste e profonde lesioni alla gola. La donna è stata trovata a terra in salotto, nuda, in una pozza di sangue, mentre il piccolo era in bagno, in pigiama, su di un fianco. Le vittime sono state trovate nell’appartamento dove abitavano, al secondo piano di un grande caseggiato, dalla nonna del bambino, che, dopo aver telefonato diverse volte senza che nessuno rispondesse, si è recata a casa della figlia, facendo la macabra scoperta. Le sue urla disperate hanno poi richiamato l’attenzione dei vicini e di altri parenti.

Ora gli inquirenti si stanno chiedendo chi possa aver commesso un delitto così atroce, e per adesso restano aperte tutte le ipotesi, compresa quella di un omicidio-suicidio. Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver sentito, nella notte tra lunedì e martedì, delle urla provenienti dall’appartamento della vittima. Due ragazzi che abitano nello stesso condominio dicono di ricordare la giovane dominicana: “Una ragazza alta, snella, con i capelli neri. Viveva con un fidanzato ma non sappiamo che lavoro facesse. Ricordiamo anche il bambino, era molto carino, con i capelli neri come la madre. Questo omicido sconvolge tutti, non è mai successa una cosa simile qui”. 

Nel pomeriggio si era subito formata una folla di curiosi e residenti davanti al palazzo di via Segneri, uno degli isolati più degradati del quartiere Giambellino, un tempo conosciuto per la criminalità milanese e lo spaccio di eroina, oggi realtà multietnica dove si alternano case moderne e signorili e fatiscenti palazzine Aler, come quella in cui sono avvenuti i fatti. La Questura ha comunicato in serata che il padre del bambino si è presentato alla polizia, dopo essersi recato sul luogo della tragedia, ed è stato sentito dagli investigatori. L’uomo, che non era sposato con la donna, al momento non è accusato di nulla. Gli inquirenti hanno acoltato una quindicina di testimoni ed anche alcuni parenti delle vittime, nella speranza che questi possano aiutare a capire che tipo di problemi vi fossero attorno alla donna ed al bambino e cosa possa essere avvenuto nelle ultime ore.

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