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L’Ue: “Multe per chi non accoglie i migranti”. Renzi all’Austria: “Fa propaganda”

L’Ue: “Multe per chi non accoglie i migranti”. Renzi all’Austria: “Fa propaganda”

La Commissione Europea ha presentato al Consiglio dell’Unione Europea una raccomandazione secondo la quale Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia potranno mantenere i controlli ad alcune frontiere interne per altri sei mesi, in deroga agli accordi di Schengen. La Commissione ha ribadito comunque di voler tornare “a un funzionamento normale dell’area Schengen” e di “eliminare tutti i controlli ai confini interni” entro la fine del 2016. L’iniziativa è dovuta alle carenze ancora esistenti nella gestione greca dei confini esterni, e pertanto il valico del Brennero non rientra tra le frontiere che potranno essere ancora oggetto di controlli. Secondo il vicepresidente vicario della Commissione Ue Frans Timmermans, infatti, a quel confine al momento non vi è “un problema di flusso di migranti da risolvere“.

Un portavoce del ministero dell’Interno austriaco ha però spiegato all’agenzia Apa che Vienna vede nella decisione europea “una conferma delle misure prese finora” e “nessun ostacolo a nuove misure al confine con l’Italia, qualora la situazione dovesse cambiare“. Della chiusura del Brennero ha parlato, durante il question time alla Camera, anche il premier Matteo Renzi, che ha attaccato l‘Austria, sostenendo che “è poco più di un argomento da propaganda elettorale. E’ un’operazione pericolosa perché gioca con la paura e il vincitore non è sempre quello che gioca per primo”. Renzi ha inoltre ricordato che l’Italia aveva espresso la sua contrarietà e di sperare che “lAustria accetti l’approccio del Migration Compact che la Commissione Ue ha accettato e rilanciato”. Il premier, durante il question time, è stato duramente criticato da Nicola Molteni della Lega Nord, che ha affermato: “Questo governo ha ridotto il paese in un grande centro di accoglienza, in un mega campo profughi, ha trasformato gli italiani nei camerieri degli immigrati”.

Renzi ha replicato: Ci sono 155mila persone arrivate lo scorso anno, voi preferite dire “profughi a sbafo o a scrocco” e dite che siamo andati a prenderli in mare. Si, è vero, perché quando un uomo o una donna rischia di annegare noi siamo dalla parte della dignità. Scegliete la paura, noi siamo dalla parte della dignità. L’interesse nazionale si fa difendendo i valori e non inseguendo i vostri fantasmi“. Rispondendo a Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia, il presidente del Consiglio ha spiegato invece: “Noi pensiamo che Schengen vada difeso. Noi siamo per tornare a Schengen“.  La Commissione Europea ha inoltre proposto una riforma del regolamento di Dublino in materia di asilo che prevederebbe che quando gli arrivi in un paese superino una soglia prestabilita, i richiedenti asilo in eccesso vengano automaticamente distribuiti tra tutte le altre nazioni europee, e quelle che non li vogliano accogliere possano essere escluse dalla ripartizione versando 250 mila euro per ogni immigrato rifiutato, cifra che andrebbe invece agli stati che li accolgono.

Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia si sono però riuniti in un format chiamato Visegrad e hanno contestato tale proposta in un incontro stampa a Praga. La Commissione ha infine proposto di togliere parzialmente l’obbligo di visti per i cittadini turchi che vogliono entrare nel territorio di Schengen. Intanto l’ufficio del premier inglese David Cameron ha annunciato che il governo inglese accoglierà anche i bambini siriani non accompagnati registrati in Grecia, Italia o Francia prima del 20 marzo, pur senza specificarne il numero. Il Regno Unito si era già detto disposto ad accogliere entro il 2020 oltre tremila rifugiati minorenni provenienti dai campi profughi del Medio Oriente, assieme a ventimila siriani, ma aveva escluso quelli già arrivati in Europa, sostenendo che, facendo ciò, altri si sarebbero sentiti incoraggiati a compiere un viaggio pericoloso.

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