Si riprende dal coma durato 10 anni: “Sentivo tutto”

Una vera e propria rinascita per Max che ora sta progressivamente ricominciando a parlare grazie all'aiuto di un logopedista, amando la vita più di prima.

di Simona Vitale 4 febbraio 2013 16:36

Era rimato coinvolto in un terribile incidente automobilistico quando aveva solamente 20 anni, mentre rientrava a casa dalle vacanze. Da allora è entrato in come e vi è rimasto per ben 10 anni. Eppure in questo lungo arco di tempo Massimiliano ha sentito tutto quello che accadeva intorno a lui, senza però avere la possibilità di interagire con il mondo circostante. Come ha raccontato la madre a Il Gazzettino:

L’hanno dato subito per spacciato, facendoci contare le oree in quello stato è rimasto, senza mai dar segni di ripresa, per otto mesi, passando da un ospedale all’altro. Alla fine ho capito che lì, isolato, sarebbe morto veramente. E me lo sono portato a casa sentendomi dire dal viceprimario, mentre gli staccavo il sondino naso-gastrico, che se fosse deceduto io sarei stata denunciata. Non me ne importò nulla. Andai avanti per la mia strada, appellandomi ai suoi amici, alla parrocchia, ai volontari del servizio civile del Comune.

Tanti sono stati i ragazzi, volontari, che sia di giorno che di notte hanno aiutato la donna, sebbene Massimiliano continuasse a non dare segni di vita in uno stato di coma che i medici avevano ormai definito irrecuperabile. Un bel giorno, invece, quando le speranze oramai erano state abbandonate da tempo, dopo la morte del padre di Max, dopo ben 10 anni,  la madre dice al figlio, in maniera provocatoria: “Fatti solo il segno della croce”, e lui muove la mano. Da allora è iniziato il suo lento recupero verso la sua vita, che ormai sembrava spezzata per sempre. Grazie all’alfabeto muto riesce a spiegare come dal giorno dell’incidente avesse sentito e capito tutto ciò che stava accadeva intorno a lui, sebbene fosse rimasto imprigionato in un corpo che però non rispondeva alla sua mente.

Grazie all’aiuto di un logopedista, Max ora sta progressivamente iniziando a parlare, di nuovo, per riappropriarsi di una vita che ora sembrava voler gustare appieno in ogni singolo momento, come conferma la madre:

Ci avevano mostrato il tronco di un albero colpito da un fulmine, dalla finestra dell’ospedale, dicendoci che il suo cervello s’era ridotto così. Ci avevano detto che nella sua testa la centralina era saltata e non ci sarebbero più stati cavi per ripararla. Oggi Max sta imparando a parlare con l’aiuto della logopedista e, da quando è “tornato”, ama la vita più di prima e il suo senso dell’umorismo si è di molto accentuato. Nella nostra casa non v’è mai stato senso di oppressione, ma solo di amore e di gioia.

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