Muore Matteo, l’atleta di 13 anni sconfitto dalla leucemia

Il ragazzino, promettente talento della lotta greco-romana, si è spento, tra il dolore dei suoi cari, la notte del 31 dicembre.

di Simona Vitale 2 gennaio 2013 13:14

Una leucemia fulminante che lo ha strappato per sempre alla vita. Parliamo del giovanissimo Matteo Musco, 13 anni, di Castagnole di Paese, in provincia di Treviso. Matteo abitava in via Cal Morganella con la mamma Claudia, il papà Santo e la sorella Sarah di 16 anni. Erano le 22:00 del 31 dicembre scorso quando i genitori, lacerati dal dolore, insieme al primario di oncologia, hanno deciso di staccare le macchine dal corpo di Matteo, ormai privo di vita. Era il 15 dicembre quando Matteo ha partecipato alla tradizionale festa natalizia della Polisportiva Santa Bona. Il giorno dopo ha riportato qualche linea di febbre, ma nulla sembrava presagire quella che è stata la tragedia successiva.

Le condizioni del 13enne, con il passare dei giorni, sono progressivamente peggiorate e quella che sembrava una normale influenza si stava trasformando in qualcosa di decisamente più grave, con febbre, nausea e giramenti di testa sempre più intensi. Fino a quando il 28 dicembre i genitori hanno deciso di portarlo al Pronto Soccorso.

Gli esami del sangue, come ci fa sapere Il Gazzettino, hanno dato i primi esiti terribili: Matteo si stava consumando a causa di una leucemia devastante, completamente asintomatica. Gli specialisti dell’ospedale Ca’ Foncello hanno così deciso per l’immediato trasferimento a Padova, in un reparto più attrezzato per emergenze del genere. Purtroppo ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato del tutto vano e Matteo si è spento l’ultimo giorno dell’anno, che si è chiuso come la sua giovane vita.

Matteo frequentava la terza media, andava benissimo a scuola ed amava lo sport. Da qualche mese stava praticando con successo la lotta greco-romana, una disciplina ostica ma bellissima e nella quale già era considerato un piccolo e promettente talento dagli esperti del settore. Poteva diventare qualcuno. Poteva vivere. Ma un tragico ed avverso destino ha deciso che così non doveva essere.

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