Mattarella firma l’Italicum. Civati esce dal Pd

Plaudono all'approvazione della legge elettorale le agenzie di rating Fitch e Moody's. Lega e parte di FI pensano al referendum, molto critico il M5S.

di Luca Fiorucci 7 maggio 2015 4:10
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la legge elettorale, l'”Italicum”, che era stata approvata definitivamente lunedì 4 maggio e che entrerà in vigore dal primo luglio 2016. Secondo fonti del Quirinale, Mattarella avrebbe promulgato la riforma senza formulare note o porre osservazioni, e il suo giudizio può valere anche da un punto di vista tecnico, dato che egli era giudice della Corte Costituzionale quando questa bocciò la precedente legge elettorale, il “Porcellum”, ed è anche l’autore di quella con cui si è votato dal 1994 al 2001, che aveva da lui preso il nome di “Mattarellum”. In mattinata era stato il premier Matteo Renzi a firmare la legge, per poi scrivere su Twitter: “Una firma importante. Dedicata a tutti quelli che ci hanno creduto, quando eravamo in pochi a farlo“. Renzi ha inoltre ribadito: “Avanti con la testa dura. A un certo punto basta compromessi: si decide“.

In ambienti parlamentari si fa presente che la promulgazione della riforma da parte del capo dello Stato non è arrivata in tempi eccessivamente frettolosi, dato che il suo contenuto era da tempo noto a Mattarella e che sarebbe stato difficile trovarvi aspetti di “manifesta incostituzionalità”, dato che sembrano superati i rilievi della Consulta sia riguardo alle liste bloccate che al premio di maggioranza. La pensa così anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha commentato: “Questa legge non è stata mica approvata in un mese, ha impiegato più di un anno, ci sono stati tanti confronti, c’è stata una commissione di studiosi che ha spianato il terreno per la ricerca delle soluzioni e quindi credo che sia stato un raggiungimento importante”.

Proprio ieri, invece, Pippo Civati ha ufficializzato la sua uscita dal gruppo parlamentare alla Camera e dal Pd, dicendo, a proposito della firma del capo dello Stato: “La davo per scontata, anche se secondo me la Consulta qualcosa da dire ce l’ha”. Dall’opposizione, la Lega punta al referendum sulla legge elettorale, mentre in Forza Italia Renato Brunetta è pronto a seguire questa strada ma Altero Matteoli frena e punta al rilancio del centrodestra. Duro il giudizio del Movimento 5 Stelle, con il senatore Mario Michele Giarrusso che, alla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24, ha dichiarato: “Si avvia una presidenza oscura, non di garanzia per il Paese. Mattarella non ha spina dorsale, ha rinnegato le stesse cose che aveva deciso come giudice della Corte Costituzionale. E’ supino a Renzi, non ha difeso la Carta come era suo dovere”.

Plaudono invece all’approvazione dell’Italicum due importanti agenzie di rating come Fitch e Moody’s: per la prima, “è un passo avanti nel percorso delle riforme istituzionali e strutturali intrapreso dall’Italia e nel medio termine rafforzerà il profilo di credito del paese riducendo i rischi politici che gravano sulle politiche economiche e di bilancio“. Moody’s, invece, in una nota di commento che non implica nessuna azione sul rating, ha definito l’approvazione della riforma elettorale “credit positive”, cioè con un impatto positivo sul merito del credito, “se accompagnata dalla riforma del Senato“. Giudizi per lo più positivi sull’approvazione dell‘Italicum e sul suo promotore, il premier Matteo Renzi, anche sulla stampa estera.

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