Marò detenuti, governo indiano: “Li processeremo qui”

Le autorità del paese asiatico fanno sapere che non intendono rilasciare all'Italia i due militari ritenuti responsabili della morte di due pescatori. La pressione diplomatica però continua.

di Gianni Monaco 1 aprile 2012 16:12

Si complica la situazione per i due marò detenuti nelle carceri indiane, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I militari italiani sono accusati di avere ucciso due pescatori locali, che erano a bordo di una piccola imbarcazione e che sarebbero stati scambiati per dei pirati.

Lo chief minister dello Stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha appena escluso che i marò italiani possano essere trasferiti in Italia per subire il processao. Chandy ha affermato che “la nostra posizione è molto chiara, molto aperta. I due militari italiani hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana e devono quindi affrontare questo processo. Questa è la nostra posizione.  La giustizia indiana – ha ribadito Chandy – è molto equa, molto aperta e molto indipendente e gli imputati hanno tutte le possibilità di valere le loro ragioni”. Lo chief minister del Kerala ha aggiunto che i rapporti con il nostro paese sono buoni e tali devono continuare ad essere.

Il governo italiano è di tutt’altro avviso e chiede l’immediata scarcerazione dei due militari, in modo che possano essere processati in Italia. La tesi del nostro esecutivo è che l’omicidio dei pescatori indiani è avvenuto in acque internazionali.

Nei giorni scorsi si è recato nel paese asiatico il ministro della Difesa italiano Giampaolo di Paola. Ma la pressione della nostra diplomazia continua. Infatti anche il sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, si sta recando in India per cercare di sbloccare la situazione. La Farnesina ha comunque fatto sapere che la vicenda resta complessa e difficilmente si risolverà in tempi brevi.

Nel frattempo, l’Alta Corte del Kerala ha rinviato a lunedì la decisione sul ricorso del nostro esecutivo dove si afferma che la giurisdizione debba essere italiana: la petroliera Enrica Lexie (in foto) si trovava in acque internazionali quando i pescatori sono stati uccisi. La magistratura indiana ha anche bloccato fino a lunedì il rilascio della nave.

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