Manovra, le Regioni insorgono. Renzi: “Riducete gli sprechi”

Molti governatori regionali hanno criticato i tagli della legge di stabilità. Chiamparino (Conferenza delle Regioni): "La manovra per noi è insostenibile".

di Luca Fiorucci 17 ottobre 2014 12:17
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E’ scontro tra governo e regioni sulla legge di stabilità appena varata dall’esecutivo. Il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, in conferenza stampa, ha infatti avvertito: “La manovra è insostenibile per le Regioni, a meno di non incidere sulla spesa sanitaria”. Ai presidenti delle regioni non va giù, in particolare, il fatto che i tagli siano stati inflitti soprattutto a loro, che, per compensarli, potrebbero poi essere costrette ad aumentare tasse e tariffe locali o a tagliare a loro volta sulla sanità o sul trasporto pubblico locale. Per Chiamparino,  il Patto per la Salute sarebbe ora a serio rischio, e anche per il governatore della Lombardia Roberto Maroni e per il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il Patto per la Salute non è a rischio, è pregiudicato. C’è un problema di affidabilità istituzionale“.

D’accordo con il governatore piemontese molti altri governatori di regione, come quello del Lazio Nicola Zingaretti, che ha commentato: “E’ facile abbassare le tasse con i soldi degli altri”. Per la presidente della Regione Umbria Catuscia Marini, “E’ tecnicamente impossibile prevedere questi tagli senza incidere per il 70% sulla sanità”. Critico anche il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha affermato: “Per le regioni, quelle virtuose per prime, questa manovra passerà alla storia come la legge del massacro”. Zaia ha poi avvertito: “Siamo pronti alla ribellione in tutte le forme possibili purchè legittime”. Il premier Matteo Renzi ha poi replicato alle critiche scrivendo su Twitter: “Una manovra da 36 miliardi e le Regioni si lamentano di uno in più? Comincino dai loro sprechi anzichè minacciare di alzare le tasse #no alibi”.

Renzi ha poi aggiunto, sempre su Twitter: “Incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese”. Chiamparino ha quindi nuovamente replicato al premier dicendo: “Considero offensive le parole di Renzi perché ognuno deve guardare ai suoi sprechi, e mi chiedo: nei ministeri forse non ce ne sono?” Il presidente della Regione Piemonte ha inoltre annunciato che non intende aumentare le tasse locali, piuttosto si dimetterà dall’incarico, e ha chiesto l’avvio di un confronto e la convocazione a palazzo Chigi.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio si è mostrato ben disposto in tal senso: “Incontreremo volentieri e presto Chiamparino” ha scritto su Twitter. Non sono, però, solo le Regioni a lamentarsi per i tagli previsti dalla legge di stabilità. Anche i Comuni, con il presidente dell’Anci Piero Fassino, e le Province hanno infatti chiesto un incontro al governo. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha cercato di rassicurare dicendo che lepreoccupazioni riguardo alla legge di stabilità “sono senza fondamento”, anche se non ha escluso un aumento della tassazione locale: “Le regioni aumenteranno il loro prelievo? Può darsi. Ma c’è sempre un appostamento di risorse a fronte di un aumento del prelievo e poi saranno i cittadini a giudicare” ha aggiunto.

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