Manovra Monti: c’è la fiducia della Camera, 495 sì

Concessa la fiducia al Governo Monti: la Camera ha approvato la manovra con 495 consensi. Scontri in Parlamento tra Pd e Lega. Critiche da parte del Pdl.

di Daniela Caruso 16 dicembre 2011 15:10

Il Governo ottiene la fiducia. La manovra Monti è stata approvata alla Camera con 495 sì, 88 no e 4 astenuti. In serata, invece, ci sarà il voto finale a Montecitorio, prima che il provvedimento venga trasferito al Senato. Alle 19, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, interverrà in aula, prima che vengano emanate le dichiarazioni di voto finali sulla manovra. Prima del voto di fiducia, diversi parlamentari hanno espresso contrarietà contro la manovra e tra Pd e Lega sono volate le prime accuse: Franceschi, infatti, ha accusato i leghisti di esser stati ubbidienti per tanto tempo sotto il Governo Berlusconi e di scoprire, solo in questi ultimi giorni, che le classi meno abbienti subiscono lo scotto maggiore. Ecco le parole del deputato del PD:

“Siete stati saldamente al governo per gli ultimi tre anni e incollati alle poltrone romane per gli ultimi otto anni su dieci e mentre eravate seduti su quelle poltrone non sembravate guerrieri padani…no, sembravate soldatini obbedienti»

La deputata padana Emanuela Munerato prende la parola: indosso ha gli abiti da lavoro che metteva quando era ancora una semplice lavoratrice. La parlamentare del Carroccio ha dichiarato quanto segue:

Mi spoglio dei panni di deputato e indosso la divisa di lavoro che ho indossato fino a due giorni prima di entrare qui». Maglia arancione e copri capelli bianco, prosegue: «Signor Monti, non le sarà capitato spesso di vedere una divisa da operaia, ma questa è la mia rappresenta milioni di lavoratori disgustati da questa manovra.

Dall’ala del Popolo della Libertà si innalzano dissenso e critiche in merito alla Manovra Monti. Come spiega l’onorevole Cicchitto, il disaccordo alla manovra, sostenuto dal Pdl, è “un atteggiamento critico, ma non di sabotaggio” e che forse “questa ultima operazione può servire per costruire le condizioni affinché il prossimo provvedimento del Governo sia in funzione della crescita“.

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