Lo scienziato Ali Razeghi: “Ho inventato la macchina del tempo”

Il dispositivo realizzato dal 27enne di Teheran consentirebbe di prevedere i prossimi 5-8 anni della futura vita di ognuno, con il 98% di precisione.

di Simona Vitale 11 aprile 2013 20:47

L’abbiamo vista nei migliori film di fantascienza e abbiamo sempre sognato che un giorno potesse esistere davvero. Parliamo della macchina del tempo. Ebbene Ali Razeghi, uno scienziato di Teheran di soli 27 anni, ha registrato con il nome di “The Aryayek Time Travelin Machine” presso il Centro statale per Invenzioni strategiche di Teheran quella che sembra essere la prima macchina del tempo mai realizzata da un essere umano. Il dispositivo è in grado di prevedere il futuro in una stampa dopo l’assunzione di letture dal semplice tocco di un utente.

Razaeghi ha detto che il dispositivo funziona tramite una serie di algoritmi complessi e consente di “prevedere i prossimi 5-8 anni della futura vita di ogni individuo, con il 98 per cento di precisione”. Come amministratore delegato del Centro iraniano per Invenzioni strategiche, Razeghi è un inventore seriale con ben 179 altre invenzioni registrate a suo nome. “Ho lavorato su questo progetto nel corso degli ultimi 10 anni”, ha detto. “La mia macchina ha le dimensioni di un computer portatile e può dirti cosa ti succederà da qui a otto anni. Non ti porta nel futuro, ma porta il futuro da te”.

Razeghi dice che il governo iraniano sarà in grado di prevedere la possibilità di un confronto militare con un paese straniero o la fluttuazione del valore delle valute estere e dei prezzi del petrolio, utilizzando la sua nuova invenzione.

“Naturalmente un governo in grado di vedere da qui a cinque anni nel futuro sarebbe in grado di prepararsi per le sfide che potrebbero destabilizzarlo” ha detto. “Come tale ci aspettiamo di commercializzare questa invenzione tra gli Stati e gli individui una volta che si raggiungerà una fase di produzione di massa”.

Razeghi ha però raccontato che il suo ultimo progetto è stato criticato da amici e parenti che lo hanno accusato di voler “cercare di giocare a fare Dio” con la vita ordinaria e la storia. “Questo progetto non è contro i nostri valori religiosi. Gli americani ci provano da moltissimo tempo, spendendo milioni di dollari e io ci sono riuscito prima e con molti meno soldi a disposizione”, ha aggiunto cercando in questo modo di spiegare anche la superiorità tecnologica del suo Paese.

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