L’uomo di Neanderthal sarà presto fra di noi

L'esperimento verrà condotto dallo scienziato George Church, attualmente in cerca di una donna che abbia voglia di fare da madre surrogata.

di Elena Arrisico 22 gennaio 2013 11:15

Non ci troviamo nel Paleolitico – periodo compreso dai 200 mila ai 40 mila anni fa – eppure, secondo alcuni scienziati, presto l’uomo di Neanderthal potrebbe camminare fra di noi e non solo in Europa, Africa ed Asia dove era solito vivere.

La sua scomparsa è, ancora oggi, un enigma a cui non si riesce a trovare risposta – le ipotesi sono molteplici e vanno dall’ibridazione con i Sapiens al genocidio e dalla competizione alla selezione sessuale – e da Harvard arriva una notizia – riportata su La Stampa – che, c’è da scommettere, farà molto parlare di sé: la clonazione dell’Homo Neanderthalensis.

L’idea del professore George Church – studioso di genetica di 58 anni, che lavora all’Harvard Medical School – è stata pubblicata da Der Spiegel, a cui lo scienziato ha raccontato di avere l’intenzione di trovare una volontaria che sia disposta a fare da madre al piccolo Neanderthal:

Sono già riuscito ad ottenere abbastanza DNA dalle ossa fossili per ricostruire la sequenza genetica di questa specie umana estinta. Adesso, mi serve soltanto un’avventurosa femmina umana. Siamo capaci di clonare tutti i tipi di mammiferi, perciò è molto probabile che sia possibile farlo anche nel caso dell’uomo… perché non dovremmo essere in grado di farlo?“.

Ha dichiarato Church al settimanale tedesco. Secondo il professore, l’alterazione del genoma umano potrebbe aiutare a curare malattie come l’AIDS o il cancro, aiutando anche ad allungare la vita umana. Che altro?

I neanderthaliani potrebbero pensare diversamente da noi. Sappiamo che avevano il cranio più grande del nostro, quindi potrebbero essere più intelligenti di noi“.

Ha commentato Church. La clonazione umana, ad ogni modo, è da tempo discussa, in quanto tale processo potrebbe creare bimbi affetti da malformazioni anche gravi, specialmente per via delle cellule clonate – spesso, geneticamente “vecchie” – prelevate da esseri umani adulti. Al momento, la European Convention on Human Rights and Biomedicine – convenzione europea sui diritti umani e la biomedicina – proibisce la clonazione umana.

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