L’Ucraina attacca i filorussi ad Est: quattro morti

Il governo ucraino ha lanciato un'"operazione antiterroristica" a nord della regione di Donetsk. La Russia: "Si rischia la guerra civile".

di Luca Fiorucci 16 aprile 2014 8:04
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E’ sempre più tesa la situazione in Ucraina. Il presidente ad interim Oleksandr Turcinov ha infatti annunciato martedì in Parlamento l’avvio di un‘operazione “anti-terroristica” a nord della regione di Donetsk, nell’Est del paese, dove i filorussi hanno occupato diversi edifici pubblici in una decina di città, ma ha assicurato che tale operazione sarebbe stata condotta “gradualmente, in maniera equilibrata e responsabile“. Nel pomeriggio le forze ucraine hanno attaccato l’aeroporto militare di Kramatorsk, occupato domenica dai ribelli, riprendendone il controllo, ma negli scontri sono morti quattro filorussi (alcune fonti parlano addirittura di undici morti) e altri due sono rimasti feriti. 

Le truppe ucraine sono entrate inoltre ad est di Sloviansky, secondo quanto riferito all’agenzia statale russa Ria Novosti da Sergey Tsyplakov, che si definisce capo della milizia popolare del Donbass: “C’è un attacco importante a Slaviansky, veicoli con truppe corazzate. Ci sono molte truppe. Gli uomini sono pronti a difendere la città“. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha parlato di una “situazione pericolosa“, e ha aggiunto: “L’uso della forza non è l’opzione preferibile ma il governo di Kiev doveva rispondere”. Gli Stati Uniti starebbero per emanare nuove sanzioni contro la Russia, che comunque arriverebbero non prima dell’incontro diplomatico a quattro previsto per giovedì a Ginevra. Il presidente russo Vladimir Putin ha sentito telefonicamente il segretario generale dell‘Onu Ban Ki-Moon, chiedendogli una ferma condanna delle azioni di Kiev.

Più tardì, è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel a telefonare al Cremlino, ma i due leader avrebbero dato “diverse valutazioni degli eventi“. Putin avrebbe comunque sottolineato che “la brutale escalation del conflitto” dovuta al blitz militare di Kiev nell’est russofono “ha portato il Paese sull’orlo della guerra civile”. Nella mattinata di martedì, è intervenuto anche il premier russo Dmitri Medvedev, che ha scritto sulla sua pagina Facebook: “In Ucraina è stato versato nuovo sangue, nel paese c’è il presentimento della guerra civile”. Il vicepremier ucraino Vitaly Yarema ha denunciato invece: “Elementi delle forze di elite del 45mo reggimento russo si trovano in territorio ucraino. In questo momento, hanno concentrato le loro forze a Krasny Lyman, Horlivka, Kramatorsk e Slovyansk”, tutte località nella regione di Donetsk.

La tensione rimane dunque assai alta, malgrado la telefonata, avvenuta l’altra notte, tra Vladimir Putin e Barack Obama, nella quale il presidente americano avrebbe ribadito “l’importanza” del ritiro da parte della Russia delle truppe ai confini con l‘Ucraina, mentre il leader russo avrebbe respinto le accuse di interferenza nelle questioni interne. Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, in visita in Cina, ha avvertito: “L’uso della forza per risolvere l’attuale crisi in Ucraina è inaccettabile”, ed esso “annullerà l’occasione offerta dalla riunione quadripartita a Ginevra” prevista per domani tra Usa, Russia, Ucraina e Ue. Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha escluso la possibilità di un intervento militare in Ucraina, sottolineando che è invece necessaria una “soluzione politica“, ma ha avvertito Mosca: “La Russia dovrebbe smettere di essere parte del problema in Ucraina e dovrebbe invece cominciare ad essere parte della soluzione”.

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