Luci accese nelle scuole di Scampia contro la camorra

"Luce di legalità e voglia di riscatto", ha dichiarato Angelo Pisani, presidente dell'Ottava Municipalità, da anni teatro di guerre e omicidi di camorra.

di Stefania Calabrese 12 dicembre 2012 22:24

Luci accese “contro il buio e le strumentalizzazioni” e cori di Natale: hanno reagito così le scuole di Scampia, il quartiere napoletano dilaniato dalla camorra, all’ultimo omicidio avvenuto la scorsa settimana nel cortile della scuola materna ed elementare Eugenio Montale durante l’orario scolastico.

I bambini dell’asilo e della scuole elementare si sono esibiti ieri sera in uno spettacolo di musica che è diventato un simbolo di protesta e indignazione, con i presenti che si assiepavano fuori dalla sala. Alla serata hanno partecipato genitori e parenti dei bambini, ma anche centinaia di persone che si sono riunite per gridare insieme: “Scampia indignata”.

Proprio la scuola Eugenio Montale è stata teatro suo malgrado dell’omicidio di Luigi Lucenti, 50 anni, considerato dagli investigatori vicino al clan Abbinante degli Scissionisti, ad opera di due killer che, dopo averlo colpito con quattro colpi di pistola, sono fuggiti attraverso le aule, mentre i bambini erano intenti a fare le prove per lo spettacolo natalizio.

Fortunatamente i piccoli studenti non si sono accorti di nulla, ma il tragico accaduto ha terrorizzato i genitori, che ora chiedono più sicurezza per l’incolumità dei propri figli.

“Chiediamo subito una costante manutenzione, ordinaria, di strade e strutture – ha affermato Angelo Pisani, presidente della Ottava Municipalità – ma soprattutto tolleranza zero e la mano dura contro la criminalità con provvedimenti immediati”.

L’appello ha incontrato l’approvazione del vicesindaco Sodano, presente alla manifestazione canora, il quale ha spiegato che per portare davvero la luce della legalità nel quartiere occorrerà “abbattere le Vele” e “programmare una riqualificazione reale, un piano straordinario per il lavoro, senza le passerelle del Governo, quelle non servono”.

Anche  il presidente del Tribunale di sorveglianza, Carmine Antonio Esposito, si è espresso a favore dell’iniziativa, invitando tutti “ad abbandonare la via dell’illegalità”.

“La delinquenza non paga – ha dichiarato Esposito – Chi ha imboccato la via dell’illegalità la abbandoni e deponga le armi, la via della legalità riabilita e chiunque deve percorrerla”.

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