“L’omosessualità può essere curata”, parola di un prof di religione

Enrico Pavanello,docente presso il liceo Foscarini di Venezia, ha indignato i suoi studenti con frasi shock sugli omosessuali e i matrimoni gay.

di Simona Vitale 21 gennaio 2013 11:22

Ancora una volta polemiche per le asserzioni riguardanti gli omosessuali e i matrimoni gay. Siamo A Venezia, nell’ora di religione di una classe del liceo Foscarini. I ragazzi avevano chiesto al professore di parlare del matrimonio gay e lui consegna un foglietto con degli appunti su “cultura gender” e omosessualità. Su internet è polemica. La bufera si è scatenata dopo che un ragazzo di 15 anni, che frequenta il secondo anno del liceo classico, ha pubblicato su un social network l’immagine del volantino scritto a penna, attribuendolo ad Enrico Pavanello, il suo insegnante di religione.

Il professore, come ci ricorda Il Mattino, aveva invitato gli studenti a riflettere sulle sue parole, ma molti dei ragazzi si sono immediatamente indignati per alcune delle parole shock riportate dal docente. Tra le frasi che hanno maggiormente colpito gli studenti ci sono le seguenti: “Chi ha deciso che un omosessuale (vi dà fastidio il termine? E io lo dico: o.m.o.s.e.s.s.u.a.l.e.) debba per forza identificarsi con l’ideologia gay e non invece aiutato a mettersi in discussione e a verificare sino in fondo la propria situazione?” Oppure: “Alfred Charles Kinsey lanciò, nel suo rapporto sull’omosessualità, la bufala del 10% della popolazione con tendenze omosessuali. Allo stato attuale delle ricerche si può parlare in “casi singoli” di una “predisposizione”, ma non di una determinazione genetica comune e irrevocabile”.

Non sono mancate anche delle considerazioni sul matrimonio gay che hanno ulteriormente fatto crescere la rabbia degli studenti: “Brevità dei legami omosex” e ancora “Si sdogana la pedofilia (che è un orientamento sessuale): in Olanda il partito dei Pedofili lotta per il diritto dei bambini alla sessualità”. Ma i ragazzi si sono chiesti il perché un atto d’amore dovrebbe essere equiparato ad una violenza priva di ogni senso.

Raggiunto al telefono, il professore conferma di aver scritto quelle parole:

Quegli appunti erano per rispondere ad alcune domande in classe e come base di lavoro da cui snodare la discussione nella prossima lezione. Sono stati scritti di getto, senza neanche la bibliografia perché destinati all’uso interno alla classe e per spingere a creare la contrapposizione: sei a favore o sei contro?.

Per quanto riguarda la pedofilia, invece, Pavellano asserisce:

Non ho detto che un omosessuale diventa un pedofilo ma che, a partire dalla cultura transgender, si arriva a sdoganare la pedofilia che è un orientamento sessuale.

Gli studenti, invece, gli ribadiscono che ha equiparato la pedofilia, punita come reato, ad un atto d’amore, che reato non è. Lui replica:

Sì però è quel tipo di apertura che apre le strade ad altre posizioni, infatti in Olanda questa cosa è già stata riconosciuta. È noto che esista il traffico del turismo sessuale nei paesi asiatici e questo ha un legame con la cultura gender nel senso che su questa strada allora anche un pedofilo potrà rivendicare i propri diritti, ritenendo che anche la sua posizione sia un orientamento sessuale. Ci sono dei centri per curare la ferita che porta a questo. Se si sviluppa il dibattito ne parlerò coi ragazzi nelle prossime lezioni.

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