Liberalizzazioni, novità nell’Rc auto: frodi più difficili

Il testo del decreto Cresci-Italia, varato dal governo Monti, è sommerso da migliaia di emendamenti in Senato. Fortissime le pressioni delle lobby. Il settore che avrà i maggiori ritocchi sarà quello dell'Rc Auto.

di Gianni Monaco 23 febbraio 2012 11:06

Nell’idea di Mario Monti la fase uno doveva essere quella che puntava alla salute dei conti pubblici. Il governo ha aumentato tasse e imposte a dismisura e lo spread ha smesso di galoppare, facendo tirare un sospiro di sollievo alle nostre finanze. La fase due doveva essere soprattutto quella della crescita economica, come il presidente del consiglio ha ripetuto all’infinito. Tutto doveva ruotare attorno alle liberalizzazioni. Ma il decreto varato dall’esecutivo sta incontrando molti ostacoli in parlamento. Il rischio è che i partiti, su pressione delle lobby di riferimento, facciano fare marcia indietro al governo su tutta la linea. La pressione dei gruppi di potere nei confronti dell’esecutivo si è già fatta sentire nei mesi scorsi. Basti pensare al settore delle farmacie e dei notai, che sono stati aumentati di un numero irrisorio sul territorio nazionale.

Per ciò che riguarda i taxi, decideranno sulle nuove licenze i Comuni e le Regioni. Passo indietro radicale su doppia licenza, licenze part-time, taxi stagionali.

Capitolo banche. La novità principale è che l’istituto di credito non potrà subordinare la concessione di un mutuo all’apertura di un conto corrente. L’obbligo verrà considerato una pratica commerciale scorretta; stesso discorso per la sottoscrizione di una polizza venduta dalla stessa banca. Come promesso da Monti, sarà gratuito il conto aperto per chi deve accreditare una pensione che non supera i 1.500 euro.

Probabilmente il settore che subirà maggiori modifiche è quello delle assicurazioni sulle auto. L’obiettivo è quellodi calmierare le tariffe dell’Rc auto. In Italia sono fra le più alte al mondo a causa delle frequenti truffe. In concreto: i danni lievi provocati da incidenti stradali non verranno più rimborsati: perché avvenga, occorrono esami molto più approfonditi e obiettivi di quelli sufficienti adesso. Chi simula il danno – personale e del veicolo – rischierà di finire in carcere per un periodo che va da 1 a 5 anni, mentre adesso le pene vanno da 6 mesi a 4 anni. Anche andare in giro in assenza della Rc auto sarà più rischioso: il nominativo del conducente va alla polizia e al prefetto nel caso in cui non si pone rimedio entro 15 giorni dall’inserimento dell’elenco di veicoli non coperti da assicurazione. E ancora, per evitare truffe, nascono due nuove banche dati: l’anagrafe testimoni e l’anagrafe danneggiati. Inoltre Viene abolito il taglio del 30% della somma risarcita nel caso in cui l’automobile è riparata da officine che non siano convenzionate con le compagnie di assicurazione.

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