Letta oggi si dimette, ora tocca a Renzi

La direzione del Pd ha approvato la relazione del segretario, che chiede si apra una "pagina nuova". Il premier oggi al Quirinale per rassegnare le dimissioni.

di Luca Fiorucci 14 febbraio 2014 1:27
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E’ ormai aperta la crisi di governo. Il segretario del Pd Matteo Renzi è intervenuto giovedì pomeriggio alla direzione del partito e ha letto un breve documento che, in sostanza, “sfiducia” il premier Enrico Letta e chiede un governo nuovo, e il documento è stato approvato con 136 voti su 160. Preso atto di ciò, in serata, Letta ha annunciato in una nota: “A seguito delle decisioni assunte oggi alla direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri”.

Nel suo intervento alla direzione del Pd, Renzi aveva evidenziato l’inadeguatezza dell’esecutivo, spiegando: “In questi ultimi due mesi è parso evidente a tutti, forze politiche, economiche, sociali, che l’attività del governo ha vissuto una fase di difficoltà”. Non è, però, ha aggiunto, “un processo al governo”,  ma occorre comunque “aprire una pagina nuova”. Il segretario ha inoltre ringraziato, a nome della direzione del partito, “il presidente del Consiglio per il notevole lavoro svolto alla guida del governo, un esecutivo di servizio nato in un momento delicato“, ed ha però precisato: “Non si tratta di una staffetta. Staffetta è quando si va nella stessa direzione e alla stessa intensità, non quando si prova a cambiare ritmo”.

Per Renzi, non è neanche possibile andare al voto anticipato, che pure, ha spiegato, “ha un fascino”, ma non “risolverebbe i problemi“, anche perchè non vi è una legge elettorale che possa far avere maggioranze stabili. La strada di un nuovo governo, invece, “è una scelta azzardata, ma può avere senso se hai il coraggio di dire alle realtà europee che l’obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali ed il tentativo di cambiare le regole a partire da una burocrazia opprimente”. Il nuovo esecutivo, ha aggiunto, è da condividere “con l’attuale coalizione di governo”. Nel Pd, solo Pippo Civati e gli appartenenti alla sua corrente hanno votato contro la relazione del segretario, mentre Gianni Cuperlo aveva chiesto di non votare, ma il regolamento prevede comunque una pronuncia sulle relazioni del segretario.

Letta, invece, aveva fatto sapere, a meno di un’ora dall’inizio della Direzione Nazionale del partito, che non vi avrebbe partecipato, affermando: Si decida con serenità, preferisco aspettare a Palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese“. I suoi non hanno partecipato alla votazione sulla relazione di Renzi. In serata, il segretario ha scritto su Twitter: “Un Paese semplice e coraggioso #proviamoci”. Letta, invece, sempre su Twitter, ha ringraziato per i messaggi di incoraggiamento ricevuti. Il vicepremier Angelino Alfano, intanto, ha annunciato a Renzi il sostegno del suo partito, l’Ncd, a condizione che non sia un “governo politico di centrosinistra“, mentre dal leader di Sel Nichi Vendola è arrivata una chiusura piuttosto netta: “Una tipica manovra di Palazzo, anche molto triste dal punto di vista umano. Così non nasce niente di buono” ha affermato.

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