Letta al Pdl: “Prendere o lasciare”. Salta il decreto sull’Iva

Il premier ha incontrato Napolitano, che gli ha espresso "consenso" sul percorso che vuole seguire. Lunedì o martedi potrebbe chiedere la fiducia alle Camere.

di Luca Fiorucci 28 settembre 2013 8:29
Enrico Letta

Il premier Enrico Letta, rientrato da New York, è salito ieri sera al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e, al termine del colloquio, è emerso che “c’è il pieno consenso di Napolitano sul percorso che il presidente del Consiglio gli ha rappresentato, intendendo seguirlo in sede di consiglio dei ministri questa sera, e, successivamente, a breve, in Parlamento”. Letta, quindi, potrebbe presentarsi alle Camere lunedì o martedì e chiedere un voto di fiducia, un chiarimento “inequivoco, come concordato con il capo dello Stato, perchè “così non si può andare avanti”, quindi il Pdl ormai deve “prendere o lasciare“.

Dopo l’incontro con Napolitano, il premier si è recato a Palazzo Chigi per il consiglio dei ministri, deciso inizialmente per approvare il decreto per lo slittamento dell’aumento dell’Iva, ma che si è poi svolto in un clima molto teso, ed è stato principalmente incentrato sul faccia a faccia con i ministri Pdl, al punto che i provvedimenti economici sono saltati: “Da questa riunione mi aspetto un chiarimento definitivo, non è possibile esaminare ora alcun provvedimento economico, nè tantomeno il rinvio dell’aumento dell’Iva” ha spiegato Letta. Al presidente del consiglio ha replicato duramente il vicepremier Angelino Alfano: “Il governo l’ha voluto il Pdl e il Pdl non si fa scaricare le responsabilità di un’eventuale crisi. Non vogliamo chiarimenti che servono per tirare a campare. Il governo va avanti se centra gli obiettivi. Occorre mettere la giustizia dentro il chiarimento. Senza questo sarebbe ipocrita”.

Dello stesso parere il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani, che ha dichiarato: “Il Pd ha ancora alcuni giorni di tempo per evitare che il 4 ottobre si trasformi in una giornata di esecuzione politico-giudiziaria. Le dimissioni dei ministri non sono all’ordine del giorno”. Il ministro Dario Franceschini ha controbattuto: “Per il Pdl parlare di giustizia è sinonimo dei problemi giudiziari del Cavaliere“. Intanto, il Pd ha convocato in seduta permanente la direzione del partito, e il segretario Guglielmo Epifani ha spiegato che quanto sta avvenendo “va preso sul serio”, pertanto “tocca al premier aprire in Parlamento un chiarimento che deve essere chiaro e risolutivo”, e “in questo il Pd lo sosterrà”. Epifani ha anche espresso il “sostegno” suo e di tutto il partito al capo dello Stato “di fronte agli attacchi volgari che si sono registrati in queste ore”.

Dal M5S, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha scritto su Facebook: “Spero che all’incontro con il presidente della Repubblica, Letta sia inviato alle Camere per una verifica. Lo aspettiamo alla prova dei voti. L’unica cosa che conta. Sarà un piacere!” Il senatore grillino “dissidente” Luis Orellana, invece, fa sapere di essere disposto, insieme ad altri senatori del M5S, a sostenere “un governo di scopo” per una nuova legge elettorale,un governo della società civile, dei cittadini, un esecutivo che coniughi spessore morale e capacità tecniche”. Per il leader della Lega Roberto Maroni, invece, le firme raccolte dal Pdl “sono una mozione di sfiducia palese nei confronti del Governo e quindi Letta dovrebbe fare solo una cosa: rassegnare le dimissioni al presidente Napolitano”.

47 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti