Letta: “Io e Napolitano non possiamo essere gli unici parafulmini”

Il premier: "Governo in bilico, si è accentuato lo scontro politico. Se vedessi che la mia permanenza peggiorasse la situazione ne trarrei le conseguenze".

di Luca Fiorucci 17 settembre 2013 9:54
Enrico Letta

E’ ormai imminente il voto della Giunta per le elezioni del Senato sulla decadenza di Berlusconi, e si diffondono sempre più voci che danno per prossima, come conseguenza, la crisi di governo. Il premier Letta, intervenendo ieri alla trasmissione “Porta a Porta”, ha ammesso che il governo è “in bilico“, spiegando che “da alcune settimane si è alzato il livello dello scontro politico tra i partiti”, e ha ammonito in proposito: Non possiamo essere io e il presidente della Repubblica gli unici parafulmini. Occorre da parte di tutti una partecipazione alla responsabilità“.

Per Letta, il futuro dell’esecutivo “non dipende solo da ciò che farà Berlusconi ma da molti altri aspetti. Il nostro Paese era in bilico a febbraio, era in bilico a marzo e aprile, e le condizioni che hanno portato a quella situazione di instabilità non sono venute meno di colpo, ma, anzi, hanno visto un’ulteriore aggravarsi dell’instabilità politica“. Il premier ha quindi spiegato: “In questi mesi non ho mai pensato di lasciare perchè ho sempre percepito la solidarietà e la fiducia del Parlamento e del capo dello Stato, ma è evidente che la situazione è così complessa e complicata che se verificassi che la mia permanenza peggiorasse la situazione consentendo a qualcuno di avere un alibi non ci metterei un attimo a trarne le conseguenze“.

Letta ha poi affrontato i temi economici, a cominciare dalla legge di stabilità, che, ha detto, sarà incentrata sulla riduzione delle tasse sul lavoro, e, rispondendo alla domanda se vi sarà un aumento dell‘Iva dal primo gennaio, ha spiegato: “Discuteremo questa cosa, perchè è una vicenda molto complicata. Quel che posso dire è che faremo una riforma delle aliquote“. Per il premier, rimane una priorità anche l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, e ha spiegato che il governo ha voluto dare un tempo di sei mesi per approvare il disegno di legge in materia, ma, ha aggiunto, “se questo tempo passa senza che nulla avvenga, confermo che il governo farà un decreto”. Letta ha infine promesso che il governo interverrà a tutela dei lavoratori dell‘Ilva di Taranto: “Non lasceremo i lavoratori per strada“.

Intanto alla Giunta per le elezioni del Senato si continua con la discussione generale secondo il calendario deciso dai membri della Giunta. Oggi però si dovrebbe concludere il dibattito, mentre mercoledì mattina ci dovrebbe essere la replica del relatore e poi, a partire dalle 20.30, le dichiarazioni di voto e quindi il voto finale. Dovrebbe essere invece depositata oggi la proposta del Movimento 5 Stelle di modifica del regolamento del Senato per abolire il voto segreto. Sulla questione del voto segreto è intervenuto anche il presidente del Senato Piero Grasso, che ha definito “surreale” il dibattito sul voto sulla decadenza dell’ex premier, e ha spiegato che per il regolamento di Palazzo Madama il voto personale è un voto segreto“, ma, ha aggiunto, “non ho certamente voglia di applicarlo a qualsiasi costo” e “se c’è possibilità di modificare il regolamento, le forze politiche potrebbero trovare la maggioranza per farlo“.

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