Lega, Belsito restituisce oro e diamanti

Sono undici diamanti, dieci lingotti d'oro e un'auto di Renzo Bossi, per un valore di 300 mila euro, comprati con i soldi del Partito.

di Enzo Mauri 18 aprile 2012 12:21

Sembra inarrestabile lo scandalo che ha colpito la Lega. Dopo le dimissioni di Davide Boni dall’incarico di presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Francesco Belsito ex tesoriere del Carroccio indagato per la gestione dei rimborsi elettorali, ha restituito quello che a tutti gli effetti è stato definito il tesoro del Partito: undici diamanti, dieci lingotti d’oro e un’auto di Renzo Bossi, per un valore di 100 mila euro per quanto riguarda i diamanti e 200 mila di oro. All’appello, secondo gli inquirenti, mancherebbero 300 mila euro in diamanti.

Belsito, che non ha mai detto dove li avesse nascosti, ha fatto sapere che l’oro e i diamanti sono stati acquistati con i fondi della Lega e quindi ha deciso di restituirli. Seguendo il consiglio del suo legale Paolo Scovazzi, l’ex tesoriere ha affidato a un autista del partito il tesoretto caricato sull’Audi A6, usata per un periodo da Renzo Bossi e poi restituita. L’uomo ha trasportato il ricco carico da Genova fino a via Bellerio, sede della Lega Nord a Milano.

Secondo la Guardia di Finanza i destinatari di quella parte di preziosi sarebbero stati il vicepresidente del Senato Rosi Mauro e il senatore Piergiorgio Stiffoni, l’accusa è stata fermamente respinta dai due. I diamanti riconsegnati: “saranno venduti ed il ricavato andrà alle sezioni“, secondo quanto ha detto a Ballarò il presidente della della Regione Piemonte, Roberto Cota.


Intanto nel pomeriggio di ieri si è tenuta una riunione operativa tra pm e Fiamme Gialle per fare il punto della situazione su tutto il materiale acquisito in due settimane tra cui anche le carte fornite dal Sinpa, il Sindacato Padano fondato da Rosi Mauro, che pare avesse una contabilità minima : solo la registrazione di poche spese per l’affitto di qualche sede minore, un numero irrisorio di ricevute e nessuna traccia di quei 200-300 mila euro all’anno girati da via Bellerio e di cui si parla invece nelle intercettazioni.

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