Lazio, caso fondi Idv: arrestato Maruccio, ex capogruppo regionale

Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: "questo arresto conferma che bisogna chiudere quell'esperienza, voltare pagina, costruire una nuova Regione".

di Stefania Calabrese 13 novembre 2012 17:09

L’ordine di custodia cautelare nei confronti dell’ex capogruppo regionale dell’Idv del Lazio Vincenzo Maruccio è stato firmato dal gip Flavia Costantini ed eseguito in mattinata dai finanzieri del nucleo di polizia valutaria. A carico di Maruccio è stato ipotizzato il reato di peculato, con conseguente arresto motivato dal rischio di inquinamento delle prove.
Secondo l’accusa, l’ex capogruppo regionale avrebbe sottratto circa un milione di euro dalle casse del partito negli ultimi due anni.

“Le indagini degli investigatori della finanza – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – hanno accertato che dal maggio del 2010 al giugno 2012 sono transitati sui conti del gruppo politico circa 2 milioni e 500mila euro. Di questo denaro gestito da Maruccio in totale autonomia, 500 mila euro sono stati sparsi con bonifici su una quindicina di conti correnti”.

Il denaro veniva prelevato dai due conti correnti dell’Idv presso Cariparma e Credito Artigiano, per poi essere versato sui conti correnti di cui Maruccio risulta titolare presso diverse banche. In particolare, sette di questi conti sono personali, mentre altri tre risultano in codelega.

 
L’arresto è stato deciso dal gip di Roma sulla base delle sollecitazioni del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pubblico ministero Stefano Pesci, titolari dell’indagine sin dalle sue fasi inziali, i quali hanno ritenuto Maruccio un soggetto estremamente a rischio. Dall’ordinanza emerge infatti che l’ex capogruppo regionale, sottoposto a costanti pressioni, ha violato diverse regole pur di entrare in possesso del denaro, a partire dai prelievi illegali dai fondi Idv alla legge sulla circolazione del contante e a quella sulla negoziazione degli assegni, fino ai tentativi di trovare testimoni a proprio favore dopo aver saputo dell’inchiesta.
Dalle indagini è emerso che Maruccio era un assiduo frequentatore di sale giochi e videopoker, in particolare della “Las Vegas slot room” gestita dalla società “Il travaso”, e che almeno 100-150mila euro dei soldi sottratti al partito sono serviti a coprire debiti di gioco.
L’ex capogruppo aveva un costante bisogno di soldi, che era arrivato a punto di chiedere in prestito a parenti e amici, persino alla madre, costretta a inviargli i risparmi della nonna.

“Vincenzo Maruccio – ha dichiarato il suo avvocato, Luca Petrucci – si è dimesso dagli incarichi, si è presentato spontaneamente agli inquirenti ai quali ha offerto la massima collaborazione. Malgrado ciò, arrivano oggi gli arresti. La custodia cautelare deve essere l’estrema ratio, ma in questo modo appare come uno strumento di pressione sull’indagato“.

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