Lago di Garda, ritrovato relitto americano della II Guerra Mondiale

Intorno al mezzo, rilevati molti oggetti intorno al metro e settanta, che potrebbero corrispondere ai corpi o agli scheletri dell'equipaggio.

di Stefania Calabrese 13 dicembre 2012 10:57

La notte in cui il Dukw affondò, a causa del forte vento, coloro che vivevano sulla sponda del Lago di Garda poterono udire le urla terrorizzate dei 24 soldati americani intrappolati nel mezzo anfibio, mentre venivano trascinati a fondo. Il Dukw era un autocarro anfibio da 2 tonnellate, ribattezzato “anatra” dagli italiani, che la notte del 30 aprile 1945 stava trasportando rifornimenti e munizioni per un reparto dell’esercito americano di stanza a Torbole, in provincia di Trento, sulla punta Nord del lago di Garda. Un vento fortissimo riuscì a ribaltarlo, il Dukw cadde in acqua e colò a picco nel giro di pochi minuti, portando con sé 24 dei 25 soldati che erano a bordo, tutti fra i 18 e i 25 anni, della Decima Divisione di Montagna.

L‘unico superstite fu il caporale Thomas Hough, che riuscì ad aggrapparsi ad un pezzo del mezzo anfibio e a raggiungere la riva, prima che trascorressero i 20 minuti che furono fatali ai suoi compagni, poiché un corpo umano non può resistere più di tanto, immerso in acque di circa 8° di temperatura, come spiega Mario Fusato, il responsabile dei Volontari del Garda, che dopo 67 anni hanno finalmente ritrovato il mezzo anfibio, arenato sul fondale del lago.

Era proprio dove l’unico testimone ancora in vita, Carlo Bombardelli, che all’epoca della tragedia aveva 7 anni, aveva detto di cercarlo: “Fuori dalla foce del Sarca, a largo di Torbole”.

In molti avevano cercato il Dukw, anche gli americani, che intendevano riportare a casa i propri caduti, ma nessuno era riuscito finora a rintracciare il relitto.

L’impresa è riuscita ai Volontari del Garda, un’associazione che ha sede a Salò, sulla sponda bresciana del Benaco, i quali dopo mesi di ricerche hanno infine individuato sul fondo del lago a largo di Torbole il Dukw ancora integro, che giace a 276 metri di profondità.

 “Domenica sera il sonar ci ha restituito una prima immagine, di qualità troppo scarsa per darci la sicurezza che fosse proprio il Dukw – ha spiegato il responsabile, Fusato – Oggi pomeriggio, allora, abbiamo utilizzato la telecamera filoguidata e l’abbiamo visto: è intatto, anche se vuoto, e nel suo assetto normale”.

Ora spetta al governo americano decidere se e come procedere al recupero del relitto, che si trova ad una profondità proibitiva per i subacquei, circondato da resti di reti e cardini, che potrebbero danneggiare le attrezzature.

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