La Turchia si infuria con i Simpson e li multa

Allarmante il livello raggiunto dalla censura delle autorità turche sui media, anche l'Ue pronta a intervenire.

di Stefania Calabrese 3 dicembre 2012 12:54

Che i Simpson siano irriverenti nei confronti di ogni religione, sarebbe difficile negarlo, ma il Garante della tv turca ha ravvisato in alcune scene addirittura il reato di blasfemia. E’ quanto riferisce il quotidiano Hurriyet, grazie al quale si apprende della multa comminata dal Consiglio Supremo della Radio e Televisione (Rtuk) della Turchia all’emittente televisiva privata Cnbc-E, colpevole di aver mandato in onda serie The Simpsons.

La sanzione per il celebre cartone animato creato da Matt Groening ammonta a 52.951 Lire Turche, quasi 22.000 euro: la serie, a giudizio dell’Authority televisiva turca, “prende in giro Dio” e istiga i giovani “a bere alcol durante la notte di Capodanno”. Nella puntata incriminata, inoltre, “uno dei personaggi abusa delle credenze religiose di un altro per fargli commettere omicidi”, mentre in un’altra scena “la Bibbia viene bruciata pubblicamente, e Dio e il diavolo vengono rappresentati con corpi umani”. Anche le immagini in cui Dio offre un caffè al diavolo, per l’Rtuk “possono essere considerate un insulto”.

I Simpson questa volta l’hanno fatta grossa, dunque, e ora tocca alla tv privata Cnbc-E pagarne lo scotto.

In realtà però il dato importante da rilevare è l’applicazione sistematica della censura sulla televisione turca ad opera dell’Rtuk, sia a livello nazionale che delle emittenti private, un dato che dovrebbe far riflettere.  Ad ottobre infatti il Comitato per la protezione dei giornalisti(Cpj) ha pubblicato la relazione annuale del 2012, con la quale si rende noto che la Turchia detiene il record mondiale di giornalisti in carcere, ben 76, di cui almeno 61 “sono detenuti in diretto rapporto con i lavori pubblicati o con la loro attività di ricerca di informazioni”, mentre  meno chiara sarebbe la condizione di altri 15 giornalisti. Un’altra relazione, pubblicata nello stesso mese dalla Commissione dell’Unione Europea sulla Turchia,  evidenzia inoltre che in questo Paese si è registrato un notevole aumento nelle limitazioni della libertà d’espressione.

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