La Ferrari abbandona la Fota, l’associazione delle scuderie di formula 1

La Ferrari e la Red Bull si apprestano a lasciare la Fota, l'associazione dei costruttori di Formula 1. Il mancato raggiungimento di un accordo riguardo al RRA (Resource Restriction Agreement) ha portato quindi alle conclusioni che avevano già previsto Stefano Domenicali e Christian Horner.

di Simona Vitale 2 dicembre 2011 16:38

Incredibile decisione della Ferrari. La celebre scuderia automobilistica di Maranello ha infatti abbandonato la Fota, l’associazione che riunisce le squadre partecipanti al Campionato Mondiale di Formula 1. Il Cavallino ha annunciato la decisione, “difficile e meditata a lungo” con una nota sul proprio sito ufficiale. Come la Ferrari, anche la Red Bull ha lasciato l’associazione, secondo l’edizione online del britannico Autosport. Il passo sarebbe stato fatto perchè secondo la Casa di Maranello, la spinta propulsiva della Fota si sarebbe ormai esaurita, come previsto da Stefano Domenicali e Christian Horner, sebbene il lavoro svolto dal presidente Martin Whitmarsh sia stato eccellente. La decisione, presa a malicuore, dipende soprattutto dalla situazione di stallo che caratterizza alcuni argomenti alla base dell’associazione, di cui la stessa Ferrari fu ideatrice per mezzo di Luca Cordero di Montezemolo. Non a caso infatti, Montezemolo, Presidente della Ferrari, ha ricoperto l’analogo ruolo anche nella Fota, fino al 2009.

Come si legge poi dal comunicato ufficiale della scuderia italiana: “La Ferrari continuerà a lavorare insieme alle altre squadre per rendere più efficace ed efficiente l’attuale accordo sul controllo dei costi, denominato RRA (Resource Restriction Agreement), per modificarlo e renderlo più stringente su determinati aspetti come l’aerodinamica, per riequilibrarlo su altri, come i test, e per allargarlo anche ad aree che non sono attualmente coperte, come il motore. La Formula 1 sta attraversando, come tutto il mondo del resto, una fase molto delicata. La volontà della Ferrari è di lavorare insieme a tutte le parti in causa per il futuro di uno sport che rappresenti la massima espressione tecnologica dell’automobilismo sportivo. Dobbiamo tornare a far sì che la Formula 1 ad essere davvero una palestra per la ricerca tecnologica avanzata per trasferirne i risultati sulle vetture Granturismo. E poi non dobbiamo dimenticarci che questo sport deve diventare più fruibile e più vicino al pubblico e, inoltre, non può rimanere l’unico sport professionistico dove sia praticamente impossibile allenarsi : bisogna aumentare il numero dei giorni di prove private sia per permettere ai piloti, soprattutto ai giovani che devono fare esperienza, e alle squadre un’adeguata preparazione, sia per offrire più occasioni di contatto con gli spettatori e con gli sponsor”.

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