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Julian Assange, chiesto asilo politico all’Ecuador

Il fondatore di Wikileaks ha perso il ricorso in appello contro l'estradizione in Svezia, paese in cui è accusato di aver violentato due donne.

di Simona Vitale 21 giugno 2012 14:49
Julian Assange

Si attende nel corso delle prossime ore la decisione dell‘Ecuador sul concedere o meno l’asilo politico a Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks, da lunedì scorso, si è letteralmente barricato all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove, da rifugiato politico ha chiesto asilo al paese latino-americano. “Confermo che sono arrivato lunedì all’ambasciata dell’Ecuador dove ho chiesto appoggio diplomatico e asilo politico. La mia domanda è stata trasmessa al ministero degli Esteri di Quito” ha dichiarato Assange, subito dopo il suo arrivo in ambasciata.

Qualora il fondatore di Wikileaks dovesse lasciare l’ambasciata, come dichiarato dalla polizia di Scotland Yard, sarà arrestato, avendo violato il regime per lui previsto della libertà condizionale. Al 40enne Assange è stato imposto di presentarsi ogni giorno in commissariato e di non uscire, nelle ore serali, dalla sua abitazione, anch’essa sorvegliata. Il gesto di Assange si comprende alla luce della difficile situazione in cui l’uomo si trova a seguito dell’insuccesso ottenuto dopo il ricorso in appello contro l’estradizione in Svezia, stato nel quale il fondatore di Wikileaks è accusato di violenza sessuale nei confronti di due donne.

Nel frattempo, una folla si persone si è riunita fuori l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, pronta a manifestare il suo appoggio ad Assange.

Il tutto mentre il presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha dichiarato:

Se una richiesta di asilo compromette i rapporti con la Gran Bretagnale relazioni tra Stati Uniti e America Latina ne risentiranno parecchio, perché tutti gli ecuadoregni corrotti, cioé i banchieri che hanno mandato in bancarotta il nostro paese, chiedono ospitalità agli Stati Uniti. Si può dire la stessa cosa dei giornalisti che scrivono notizie diffamatorie. È insito nelle leggi internazionali il diritto di ogni paese, nel pieno della sua sovranità, di valutare la possibilità di accogliere un cittadino del mondo che chiede asilo.

Tuttavia, le autorità britanniche non sembrano demordere e sono pronte ad arrestare Assange, una volta che questi sarà uscito dall’ambasciata.

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