“Jobs Act”, voto alla Camera entro il 26. Ira Ncd sull’emendamento

Il sottosegretario Bellanova ha annunciato la presentazione di un emendamento per recepire l'accordo nel Pd. Sacconi: "Non corrisponde a quanto concordato".

di Luca Fiorucci 18 novembre 2014 11:21
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Prosegue lo scontro nella maggioranza sulle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori da inserire nel Jobs Act all’esame della Camera. Il sottosegretario al Welfare Teresa Bellanova ha infatti annunciato ieri che il governo depositerà martedì un emendamento al testo della delega per recepire l’accordo raggiunto nel Pd sui licenziamenti disciplinari, ma ciò ha fatto insorgere il Nuovo Centrodestra perché il testo non corrisponderebbe a quello concordato. Bellanova ha spiegato che l’emendamento che l’esecutivo presenterà in Commissione Lavoro “riprende tutti gli emendamenti sul tema per finalizzare il reintegro per i licenziamenti disciplinari con la definizione del perimetro delle tipologie” per le quali la reintegra nel posto di lavoro non verrà cancellata per essere sostituita da un indennizzo.

In pratica, per i licenziamenti disciplinari il reintegro sarà possibile quando la motivazione sostenuta dall’azienda verrà dichiarata dal giudice falsa o inesistente, mentre per gli altri casi vi sarà l’indennizzo crescente con l’anzianità. In mattinata ieri, il capogruppo Ncd alla Camera Maurizio Sacconi, intervenendo alla trasmissione “La Telefonata”, ha dapprima dichiarato: “Abbiamo raggiunto un’intesa con Poletti“. Dopo le parole del sottosegretario, però, Sacconi ha fatto marcia indietro, sostenendo che l’emendamento non corrisponde a quanto concordato. Se vedessimo un testo diverso da quello che conosciamo ce ne andremmo dalla Commissione e si aprirebbe un bel contenzioso nella maggioranza“.

Per l’Ncd, la nel caso dei licenziamenti giudicati illegittimi la regola dovrebbe essere l’indennizzo economico, mentre il reintegro andrebbe mantenuto solo per i licenziamenti discriminatori e in alcuni casi limitati di licenziamenti disciplinari. Al capogruppo di Ncd ha poi replicato il sottosegretario Bellanova dicendo: “Non c’è nessuna forzatura, siamo persone serie, non faccio il gioco delle tre carte. Dobbiamo stare calmi e sereni, ribadisco ciò che ho sempre detto. Per i licenziamenti disciplinari ingiustificati sarà previsto il reintegro, ma le fattispecie le scriveremo nei decreti delegati”. Il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano ha precisato invece: “Confermo che c’è un emendamento che parla del tema della reintegra in caso di motivi disciplinari. Ma maxiemendamenti al Jobs Act non ce ne sono“.

Intanto, si è inserito nella polemica anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, che ha dichiarato: “Jobs Act, botte da orbi in maggioranza. Ncd prima abbocca, poi si accorge della presa in giro e reagisce. Un bel vaffa no? Forza Maurizio Sacconi“. Mentre dal Pd Gianni Cuperlo ha fatto sapere che aspetta di “vedere quale testo arriverà all’attenzione dell’aula. Se il testo fosse rimasto quello del Senato io non l’avrei votato”. La Camera ha intanto approvato con 95 voti differenza la proposta di fissare al 26 novembre il termine per la conclusione dell’esame del Jobs Act in aula e posticipare l’esame della legge di stabilità, che arriverà a Montecitorio il 27 novembre. Ha votato contro tutta l’opposizione: Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Sel.

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