In arrivo Ison, la cometa più bella del secolo

Passerà accanto al Sole il 28 novembre prossimo da una distanza di 1,2 milioni di chilometri, rendendola estremamente brillante.

di Simona Vitale 7 febbraio 2013 14:19

Sembra destinata a diventare la cometa più bella del secolo. Ribattezzata Ison, dovrebbe essere visibile dalla Terra negli ultimi mesi del 2013. Ripreso dalla sonda Deep Impact della Nasa, l’atteso astro è però ancora lontano da noi, oltre l’orbita di Giove. Tuttavia,  dalla sua superficie emergono già dei getti di polveri e di gas che creano una coda lunga circa 64.400 chilometri.  Le foto sono state scattate tra il 17 e il 18 gennaio scorsi, da una distanza di 793 milioni di chilometri.

Ormai Ison è diventata uno dei principali argomenti di conversazione tra gli scienziati e gli astrofili di tutto il mondo. In molti attendono ora un bellissimo spettacolo quando, intorno al prossimo mese di novembre, la cometa si avvicinerà al Sole apparendo sempre più brillante. Gli esperti prevedono che la sua luminosità potrebbe essere anche superiore a quella della Luna piena.

Ison arriva dalla nube di Oort, una specie di serbatoio di comete che circonda il sistema solare. Passerà accanto al Sole il 28 novembre prossimo da una distanza di 1,2 milioni di chilometri, mentre il 26 dicembre successivo transiterà nel punto più vicino alla Terra, a circa 64 milioni di chilometri. Scoperta nel settembre del 2012 da Vitali Nevski e Artyom Novichonok, Ison è stata identificata nella volta celeste usando un telescopio dell’International Scientific Optical Network (ISON) con base a Kislovodsk, nel Caucaso. La Nasa ha spiegato: “La superficie della cometa è ancora intatta. Questo significa che potrebbe sfruttare l’energia del sole per uscire dal sistema solare e continuare il suo viaggio nello spazio”.

Se l’effetto del Sole non sarà così devastante da sbriciolarla Ison potrebbe diventare davvero lo spettacolo celeste del secolo, sebbene non si possa asserire con assoluta certezza a causa del fatto che la sua natura non è ancora conosciuta.

“Si tratta della quarta cometa che osserviamo scientificamente e con la quale stiamo provando a comunicare. La distanza però limita la nostra ampiezza di banda, è un po’ come comunicare con un vecchio modem dopo essersi abituati all’ADSL. Ma ci stiamo organizzando per ottenere tutto il meglio da quest spettacolare cometa“, ha spiegato Tim Larson, responsabile del progetto Deep Impact al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.

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