Iraq, gli Usa si ritirano dopo 9 anni di guerra

La missione Usa in Iraq è stata una delle più controverse di tutti i tempi. Iniziata dall'amministrazione Bush è stata poi terminata come promesso da quella di Obama. Tornano a casa sconfitti o vittoriosi?

di Vincenzo Avagnale 16 dicembre 2011 12:00

Apparentemente i soldati statunitensi possono affermare di aver vinto la guerra in Iraq, in quanto il dittatore Saddam Hussein è ormai morto ed il paese ha un parlamento eletto e delle forze di sicurezza addestrate per mantenere l’ordine; tuttavia quanti sacrifici è costata questa lunga occupazione durata 9 anni. Ne sarà valsa davvero la pena?

La bandiera degli Stati Uniti è stata ammainata oggi a Baghdad e lo fa segnando la definitiva partenza delle ultime forze lasciate dall’invasione voluta da Geoge Bush nel marzo del 2003. La cerimonia è state breve e sobria, a parteciparvi i militari ed il ministro della Difesa americano Leon Panetta, ma anche il comandante in capo delle forze Usa in Iraq, il generale Lloyd Austin e l’ambasciatore americano James Jeffrey.

Per lo stato iracheno hanno invece partecipato alcune autorità locali ed il generale Babaker Zebari, capo dello stato maggiore dell’Iraq, il quale ha assistito al simbolico ritiro della bandiera. Dopo di che Panetta ha pronunciato un discorso con cui ha annunciato la fine della missione e riconoscendo che l’Iraq è ormai un paese “indipendente, libero e sovrano.

Nessuna parola, nessuna cerimonia può offrire un pieno tributo ai sacrifici fatti per arrivare a questo giorno. Dopo che è stato versato molto sangue dagli iracheni e dagli americani, l’obiettivo di avere un Iraq che si possa governare e difendere da solo è diventata una realtà, il costo è stato alto, in termini di vite umane e risorse per gli Stati Uniti e per il popolo iracheno, ma queste vite non si sono perse invano.”

Parole che rimbombano nel silenzio dell’aeroporto internazionale, dove si è svolta la cerimonia. Il luogo è stato segreto fino a poche ore prima della cerimonia stessa, per evitare possibili attacchi terroristici. Un fatto che scuote profondamente le motivazioni del ritiro dei soldati a stelle e strisce. La cerimonia si è in realtà svolta in anticipo, infatti il ritiro effettivo dell’ultimo militare della missione avverrà entro il 31 dicembre, come previsto dagli accordi fra Stati Uniti ed Iraq.

Alla fine cosa resta dopo 9 anni di guerra? La libertà? La sicurezza? La giustizia? Difficile dirlo. Eppure c’è un modo forse più triste ed addirittura brutale di effettuare un bilancio di questa guerra, ma sicuramente più veritiero: 4500 militari Usa uccisi, 32.000 soldati feriti ed 800 miliardi di dollari spesi.

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