Iraq, il numero due dell’Isis ucciso in un raid aereo

Abu Alaa al-Afri, che sarebbe diventato il "reggente" dell'Is dopo il ferimento di al Baghdadi, sarebbe rimasto ucciso insieme ad altri militanti.

di Luca Fiorucci 13 maggio 2015 21:10
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Il ministero della Difesa iracheno ha annunciato che il numero due dell’Isis, Abdul Rahman Mustafa Mohammed, conosciuto come Abu Alaa al-Afri, che secondo alcune fonti sarebbe l’attuale “reggente” del movimento dopo che nei mesi scorsi il leader Abu Bakr al Baghdadi era rimasto gravemente ferito da un drone, sarebbe stato ucciso da un raid aereo della coalizione. La notizia però ancora non è stata confermata da parte statunitense. Tahsin Ibrahim, un portavoce del ministero della Difesa iracheno, ha spiegato che al-Afri si trovava all’interno di una moschea a Tal Afar, dove stava incontrando decine di militanti, tutti morti nei bombardamenti, tra cui l’emiro dello Stato Islamico della provincia di al-Jazira, Akram Qariash, conosciuto come “Mullah Meisar”.

Il ministero della Difesa iracheno ha diffuso anche un video dell’operazione, in cui si vede l’edificio dove si trovava il leader jihadista inquadrato nel mirino di un caccia e alcuni attimi dopo un missile che disintegra la struttura. La settimana scorsa il Pentagono aveva offerto una taglia di sette milioni di dollari a chi avesse fornito informazioni utili a localizzare l’uomo, che potrebbe aver spinto qualcuno a parlare e rivelare alla coalizione alleata della sua presenza nella moschea. Al Afri era considerato una figura di prestigio: ex professore di Fisica, originario di una località a sud di Mosul, sembra che abbia trascorso un lungo periodo in Afghanistan, verso la fine degli anni Novanta, per poi tornare in Iraq all’inizio degli anni Duemila ed aderire nel 2004 alle file di Al Qaeda comandate dal capo Abu Musab al Zarqawi, anch’egli rimasto ucciso in un raid americano.

Al Afri era poi diventato responsabile della gestione delle provincie dell’Is in Iraq, dove aveva imposto un severo rispetto della “sharia”, la legge coranica, e sembra che fosse candidato ad assumere la guida dello Stato Islamico nel 2010, dopo l’uccisione dei leader dell’epoca, ma il consiglio elesse al suo posto al Baghdadi. Egli sarebbe comunque rimasto uno dei principali leader jihadisti iracheni, ed avrebbe tentato di ricucire la frattura con le fazioni qaediste, a partire da al Nusra. Avrebbe inoltre avuto un ruolo importante in diverse operazioni militari, sarebbe stato considerato un abile oratore e, secondo gli analisti, negli ultimi mesi avrebbe assunto una posizione di rilievo anche grazie al suo forte carisma e al fatto di essere iracheno e aver combattuto a fianco di al Baghdadi.

Qualora fosse confermata la notizia della morte di al Afri, il Consiglio della Shura dovrebbe designare entro la fine della settimana il successore di al-Baghdadi alla guida dell’Is, dato che quest’ultimo, in seguito ad un attacco aereo americano, avrebbe riportato serie lesioni alla spina dorsale che gli impedirebbero di muoversi, al punto che, secondo il “Guardian”, il comando dello Stato Islamico sarebbe andato direttamente ad al-Afri, anche se il Pentagono non ha avallato tale ricostruzione. I tre candidati a tale ruolo sono Abu Mohammed al-Adnani, Abu Ali al-Anbari e Tariq al-Harzi.

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