Insegnanti, il governo ci ripensa: “Niente restituzione dei 150 euro”

Lo ha annunciato il premier Letta dopo un incontro con i ministri Carrozza e Saccomanni. Sulla questione Renzi, Vendola e Alfano avevano criticato il governo.

di Luca Fiorucci 8 gennaio 2014 16:07

Il governo ha alla fine fatto retromarcia sul blocco retroattivo degli scatti di anzianità dei professori:Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti” ha annunciato Palazzo Chigi dopo una riunione tra il premier Enrico Letta, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. Lo scatto di anzianità sottratto inizialmente ai docenti dall’ex ministro Giulio Tremonti era stato infatti restituito dall’attuale governo a settembre, ma poi nuovamente sottratto dopo Natale, provocando numerose polemiche. I sindacati infatti avevano minacciato lo sciopero, mentre il ministro Carrozza aveva annunciato ieri su twitter: “Ho chiesto al ministro Saccomanni di sospendere la procedura di recupero degli scatti stipendiali per il 2013″.  

Il ministero dell’Economia, però, sembrava non volerne sapere, e aveva replicato: Non dipende dal Tesoro, è un atto dovuto. Se il Miur riesce a trovare dei risparmi nell’ambito del suo dicastero per derogare al blocco degli scatti, il governo a quel punto potrà erogare gli scatti“. Oggi, invece, Saccomanni ha ammesso: C’è stato un problema di comunicazione. Il ministero dell’Economia è un mero esecutore. Aspettavamo istruzioni che non ci sono pervenute”. La Carrozza, invece, si è dettasoddisfatta per gli insegnanti” e ha parlato di “impicci burocratici-amministrativi” che possono portare ad un “pasticcio” senza che “i ministri e il poverno ne sappiano niente”.

La questione rischiava soprattutto di provocare nuovamente scintille tra l’esecutivo e il segretario del Pd Matteo Renzi, che in mattinata aveva scritto su twitter: “Il taglio agli insegnanti è assurdo. Il governo rimedi a questa figuraccia, subito. Il Pd su questo non mollerà di un centimetro“. Appreso del dietrofront del governo, Renzi ha poi scritto: “Bene governo: su insegnanti cambia verso. Adesso lavoro: dati Istat devastanti. Oggi bozza jobs act per dibattito aperto. Il Pd decide il 16 gennaio”. Anche il presidente del Pd Gianni Cuperlo ha affermato: “E’ bene che il governo in poco tempo abbia trovato la quadra di un incidente destinato a tradursi in un pasticcio. Il governo eviti- e questo è il monito- in futuro, di prendere l’autostrada contromano”.

Per molti esponenti democratici, come Pina Picierno, il responsabile di Scuola e Welfare Davide Faraone e il responsabile della comunicazione Francesco Nicodemo, il cambio di rotta del governo è unavittoria del Pd“, anche se il problema era stato inizialmente sollevato dal Movimento 5 Stelle. In mattinata, anche il leader di Nuovo Centrodestra Angelino Alfano, intervenendo alla “Telefonata” su Canale 5, aveva attaccato: “In questo modo il governo rischia di farsi male da solo. Entreremo nella vicenda per evitare che si verifichi il prelievo“. Assai critico con l’esecutivo anche il leader di Sel Nichi Vendola, che su twitter, questa mattina, aveva scritto che gli insegnanti non meritano “di essere umiliati e presi in giro anche da questo governo”, e aveva accusato: “E’ assordante il silenzio di Enrico Letta in queste ore”.

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