Incoraggia la figlia a prostituirsi: “È meglio che essere banchieri”

La donna gestiva due case chiuse e guidava decine di ragazze alla prostituzione, mentre cresceva le due figlie piccole.

di Elena Arrisico 23 luglio 2012 14:38

Becky Adams è una donna di 45 anni che ha accompagnato, per oltre 20 anni, decine di ragazze squillo nello svolgimento del mestiere di prostituta. La donna – madre di due figlie – ha lasciato il suo lavoro, ma ha dichiarato che sarebbe molto felice se la figlia Emilia diventasse una “escort di alta classe” e che l’aiuterebbe ad iniziare questa “carriera”.

Becky ha raccontato al Sun: “La società può giudicarla, ma io no. Almeno, la prostituzione è una professione onesta. Preferisco di gran lunga che lei sia una escort, piuttosto che una banchiera. Non riuscirei a comprendere se lei volesse fare qualcosa di moralmente sbagliato, qualcosa che potrebbe mettere in pericolo qualcun altro“.

La figlia Emilia – che al momento sta lavorando in un negozio ed in un autosalone, mentre continua a studiare – è d’accordo con la madre: “Non ho problemi ad andare a letto con sconosciuti. Non credo che sia sbagliato per le donne vendere il proprio corpo“, ha affermato.

Becky è cresciuta in una famiglia molto severa e questo le ha dato un forte impulso a ribellarsi: “Mia madre non mi ha mai coccolata o detto che mi voleva bene, era molto fredda“, ha raccontato la 45enne. Ribellione che si è intensificata quando aveva 17 anni, età in cui incontrò un criminale con la testa rasata, appena uscito dal carcere minorile; Becky stette con questo ragazzo per 10 anni – nonostante le suppliche della madre – e, nel 1989, nacque la prima figlia, Abigail. Quando la relazione finì, Becky entrò in questo mondo per guadagnarsi da vivere: “Alcune avrebbero guadagnato parecchio, ma io non ero brava come prostituta, perché odiavo avere estranei vicino“, spiega. Per questo motivo, la donna aprì due case chiuse, mentre cresceva Abigail ed Emilia, nata nel 1995 da un altro uomo. Così, Emilia è cresciuta circondata da ragazze squillo, esplorando case chiuse per ore: “Io e le bambine, comunque, non abbiamo mai vissuto nelle case chiuse. Cercavo di tenere quell’aspetto lontano dalla famiglia ma, inevitabilmente, le bambine fecero amicizia con le ragazze. Emilia si era affezionata molto a loro, ma non conosceva i loro veri nomi“, spiega Becky.

Una delle ragazze squillo è diventata più di una zia per me. Mi piaceva essere circondata da queste belle donne alla moda. Eravamo una famiglia felice“, aggiunge Emilia. Dal canto suo, Becky è contenta che la figlia sia cresciuta così, perché questo l’ha resa più aperta di mente: “Mi assicuravo che le ragazze fossero al sicuro e non c’erano né droga, né alcol. La prostituzione è un servizio, si tratta di far sentire speciali i clienti“, ha dichiarato.

Emilia ammette che il lavoro di sua madre le ha causato diversi problemi a scuola, ma che sopportava tutto pensando a quante cose lei avesse che gli altri non potevano permettersi: “Da quello che ho visto, l’ambiente non mi spaventa, ma credo che diventerei dipendente dai soldi“.

Ovviamente, non vorrei che mia figlia svolgesse questo mestiere sul ciglio di una strada, ma non farò obiezione se deciderà di diventare una “escort di alta classe”. Ogni ragazza che lavorava per me era la figlia di qualcuno“, ha dichiarato, infine, Becky. Resta da domandarsi se sono della stessa opinione tutte quelle ragazze che si trovano costrette a svolgere questo mestiere.

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