In fin di vita per il cancro, il prete le nega il matrimonio

Il cappellano del Policlinico di Monserrato, Giuseppe Carrucciu, ha ritenuto la donna incapace di intendere e di volere non autorizzando l'unione religiosa.

di Simona Vitale 20 novembre 2012 12:02

Triste storia quella che vede come protagonista Josè Lamparelli, 41 anni, ex militare di Selargius (Cagliari) alla base di Decimomannu, il quale avrebbe voluto suggellare con il matrimonio l’amore nei confronti della sua Angela, malata terminale, che dura ormai da ben 22 anni. Il cappellano del Policlinico di Monserrato, dove la donna era ricoverata a causa di un tumore maligno che non le ha lasciato scampo, ha però negato la celebrazione delle nozze in quanto, dopo essersi consultato anche con i medici, il cappellano Giuseppe Carrucciu ha ritenuto Angela non più capace di intendere e di volere.

Conosciutisi nel 1991, quando entrambi frequentavano il liceo artistico, i due non si erano  mai più lasciati. Un’unione profonda, resa ancor più esclusiva dal fatto che i due, non avendo figli, dovevano provvedere esclusivamente l’uno per le esigenze dell’altro. Nello scorso  mese di agosto, Angela, come riportato da l‘Unione Sarda, ha cominciato ad accusare difficoltà nella deglutizione. Una visita specialistica, poi confermata anche da altri esami, dà la sentenza terribile: tumore maligno. Le cellule impazzite del tumore di Angela cominciano a moltiplicarsi ad una velocità impressionante, facendo peggiorare rapidamente le condizioni della donna che, dopo un ciclo di chemioterapia rivelatosi poi inutile, è solo devastata fisicamente ancor più.

Il 25 di ottobre le condizioni della donna peggiorano ancora di più e i medici decidono di tenerla in coma farmacologico per evitarle delle inutili sofferenze. Arriva così il cappellano del Policlinico, padre Giuseppe Carrucciu, che le dà l’estrema unzione. Come raccontato da Lamparelli: “Mia sorella, gli chiede di celebrare anche il matrimonio. E lui rifiuta: sostiene che non può perché la donna non è in grado di intendere e di volere.”

Il prete non ha smentito la faccenda, ma ha dichiarato al giornale sardo:

Sono stato chiamato per l’unzione degli infermi. Ho constatato che la paziente non era cosciente. Dopo che gli ho conferito il sacramento, una delle persone presenti ha detto: ma il matrimonio? Ho chiamato un medico per constatare se la donna fosse in grado di intendere e di volere. Non potevo fare cose che non erano di mia competenza. La persona non era in grado di esprimere il suo consenso.

Lamparelli, dal canto suo, spiega che le ragioni del matrimonio non erano legate a questioni ereditarie:

Avrei voluto suggellare un amore lungo 22 anni. Angela non aveva famiglia e le poche cose di cui disponevamo, per legge, erano già mie.

Nel frattempo, con enorme dolore di Lamparelli, la donna si è però spenta al Policlinico e il matrimonio non è stato celebrato.

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