Il giuramento di Obama: “Stessi diritti per fratelli e sorelle gay”

Il Presidente degli Stati Uniti ha commosso gli omosessuali presenti e sorpreso tutti presentando un articolato programma per il Paese.

di Simona Vitale 22 gennaio 2013 10:18

Erano in molti a pensare che Barack Obama, nel prestare giuramento davanti al giudice John Roberts della Corte Suprema, dando avvio al suo secondo mandato come 44esimo presidente degli Stati Uniti, avrebbe pronunciato un discorso ispirato ma alquanto generico. E, invece, il rieletto presidente USA ha sorpreso tutti presentando un programma molto articolato per i prossimi 4 anni che va dalla necessaria leggi contro le armi alla riforma dell’immigrazione, dalla difesa delle minoranze e dei gay alla protezione dell’ambiente, dalla lotta al deficit al sostegno delle classi medie.

Visibilmente commosso, Obama ha detto: “Io, Barack Hussein Obama, giuro solennemente di adempiere fedelmente alle funzioni di presidente degli Stati Uniti e di salvaguardare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti”, con a fianco sua moglie Michelle e le loro due figlie, Sasha e Malia.

A sorprendere, più di ogni altro argomento, è stata la difesa dei gay come una delle tappe essenziali di questo Paese. Obama ha parlato proprio di fratelli e sorelle gay. Il presidente ha citato Seneca Falls dove è cominciato il movimento delle suffraggette, Selma in Alabama, dove si tenne nel 1965 la marcia per l’uguaglianza delle persone di colore, nonché Stonewall, il bar di gay che fu attaccato dalla polizia a New York nel 1969 e che divenne una sorta di bandiera per il riscatto dei gay.

Gli stessi omosessuali che hanno ascoltato ieri Obama si sono commossi, dichiarando di essere orgogliosi del loro presidente.

Più nel concreto, Obama ci entrerà nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione, previsto per il prossimo 12 febbraio, quando davanti al Congresso esporrà anche quelle che sono le linee guida della sua politica estera e che vanno dal porre fine alla guerra in Afghanistan alla minaccia posta dalle ambizioni nucleari iraniane, senza parlare degli sviluppi inattesi della primavera araba e dell’espansione del terrorismo islamico in Nord Africa.

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