Il cane può finalmente entrare in ospedale: lo decide il giudice

Sentenza "rivoluzionaria". Un giudice di Varese, ha riscritto il regolamento delle visite nelle strutture ospedaliere, permettendo ad una signora ricoverata in ospedale, di ricevere le visite del suo cane.

di Massimiliano Dramis 10 gennaio 2012 13:18

Una sentenza che probabilmente desterà alcune polemiche ma che sicuramente farà contenti tutti gli amanti del “miglior amico dell’uomo”. Infatti, a Varese, grazie ad una sentenza della magistratura, il rapporto affettivo che da sempre lega il cane all’uomo ha ricevuto anche una sorta di “certificazione giuridica”.

Infatti, a Varese, con una sentenza che possiamo definire “rivoluzionaria” il giudice tutelare Giuseppe Buffone, ha permesso ad una signora, ricoverata in ospedale, di ricevere le visite del suo cane. Questa la motivazione della decisone del giudice: “il  sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale”.

La donna, ricoverata in ospedale per gravi patologie personali, aveva fatto richiesta al personale sanitario di poter ricevere le visite del suo animale. Ovviamente, com’è risaputo, il personale hanno dovuto declinare la richiesta della signora. Infatti, per motivo igienico sanitari, l’accesso alle strutture ospedaliere è vietato per i cani, ma ovviamente è esteso anche a tutti gli animali.

Ma la donna, non si è persa d’animo, non accettando il regolamento vigente. La sua richiesta così è stata girata direttamente alla magistratura  e stata fatta pervenire sulla scrivania del giudice tutelare Buffone. Quest’ultimo ha così deciso di permettere l’accesso dell’animale, creando di conseguenza il precedente a cui, c’è da scommetterci molti si appelleranno in futuro.

Il giudice ha emesso la sua sentenza, focalizzando l’attenzione su tre elementi basilari, che a suo parere devono da oggi in poi essere rivalutati e cioè: innanzitutto il “rispetto per tutte le creature viventi”, il “cambiamento della coscienza sociale” e conseguenzialmente “l’evoluzione dei costumi”. Infine, nella sua sentenza, il giudice ha voluto rimarcare l’importanza del ruolo specifico che ha “il migliore amico dell’uomo” nell’economia sociale e non della società, difatti ha “ affermato l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”.

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