I Marò non torneranno in India, ecco il perché

La moglie di Girone, in un primo momento ha dichiarato di non esserne stata ancora informata e di voler verificare prima di esprimere la propria gioia.

di Stefania Calabrese 11 marzo 2013 18:22

I fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani in acque internazionali, non faranno ritorno in India al termine del permesso loro concesso in occasione delle elezioni politiche, ma resteranno in Italia. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Giulio Terzi.

“L’Italia ha sempre ritenuto – si legge nella nota diffusa dalla Farnesina – che la condotta delle Autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India”.

Tramite l’ambasciatore Mancini, il Governo italiano ha provveduto ad informare quindi l’India di essere disposto in qualunque momento a “giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria“.

Il ministro Terzi ha precisato inoltre che “all’indomani della sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana l’Italia ha proposto formalmente al governo di New Delhi l’avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte”, ma il governo indiano non ha mai risposto per far sì che tale forma di cooperazione venisse avviata. E’ questa la ragione principale per cui la Farnesina ritiene che sussista un’effettiva controversia sui principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda, in particolare “il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero“.

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