Housers in Italia, i primi mesi sono un successo

Il successo di Housers in Italia è il primo passo per obiettivi ancor più ambiziosi

di giannipuglisi 7 ottobre 2017 14:34

L’Italia è da sempre piuttosto restia alle novità, in qualsiasi ambito. E chiaramente anche il campo immobiliare e finanziario non rappresenta alcun tipo di eccezione. Così, quando si parla di crowd-economy, spesso in Italia non si sa nemmeno a quale sistema corrisponda. Ecco spiegata la ragione per cui il lancio sul territorio italiano di Housers potrebbe essere veramente una ventata di freschezza non solamente per questo comparto, ma anche per tutto il settore degli investimenti. E sul nostro territorio effettivamente mancava una realtà del genere.

Housers Italia, come evidenziato da Alessandro Lerro, Presidente di AIEC durante l’evento di presentazione, è una piattaforma che permette di realizzare dei portafogli notevolmente diversi tra loro, con la possibilità di investire anche cifre veramente basse. E il rischio viene limitato molto bene con delle garanzie ipotecarie presenti sui medesimi immobili su cui si concentra la raccolta fondi. Queste proposte, sempre stando al pensiero di Lerro, hanno l’indubbio merito di avvicinare sempre di più la gente normale a delle innovative quanto più fruttuose modalità di investimento. E tutto il tessuto imprenditoriale ne risente, ovviamente, in maniera positiva.

Il CEO di Housers Italia, Giovanni Buono, ha subito messo in evidenza come lo sviluppo strategico futuro della startup passi inevitabilmente dalla crescita a livello internazionale. E il primo passo è stato quello di aprire una filiale in Italia, dopo gli ottimi numeri che sono stati ottenuti all’estero nei primi due anni di servizio. La piattaforma è nata nel territorio iberico nel 2015 e in ventiquattro mesi ha selezionato ben 142 immobili, con oltre 65 mila utenti attivi, più di 30 milioni di euro di fondi raccolti, il 4% di rendita media annua e l’8,9% di rivalutazione degli attivi. E gli obiettivi sono ancora più ambiziosi, dal momento che in Italia si vogliono superare i 30 mila utenti durante i prossimi mesi, e più di 10 milioni di euro finanziati tra qualcosa come 35 immobili tra Torino, Milano e Roma. Il 60% degli oltre 4 mila utenti attivi italiani ha dimostrato di avere un interesse particolare verso i progetti all’estero. E ben presto, dal mese di ottobre, ci sarà la possibilità di investire anche in Portogallo.

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