Grillo riempe piazza S.Giovanni. Tensione con i giornalisti

Circa 800mila persone, secondo gli organizzatori, erano presenti al comizio del leader del M5s a Roma. Il comico genovese ai politici: "Arrendetevi, è finita".

di Luca Fiorucci 23 febbraio 2013 0:17
Beppe Grillo

Il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo ha chiuso in Piazza S.Giovanni a Roma, con il “Sarà un piacere day”, il suo “Tsunamitour“, che l0 ha visto tenere comizi in numerose città italiane. La kermesse è iniziata alle 18, mentre il comizio di Grillo alle 21. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 800mila persone. Nel pomeriggio i giornalisti italiani si erano visti negare la possibilità di accedere al backstage del palco, possibilità concessa solo ai giornalisti stranieri e a quelli di Sky. Dopo le proteste dei cronisti, è stato spiegato che “lo staff di Milano ha concesso gli accrediti solo alla stampa straniera”. La tensione è aumentata quando lo staff di Grillo ha chiamato i carabinieri e dieci di loro sono stati fatti schierare per bloccare l’accesso.

Dopo la mediazione della polizia, che ha spiegato agli organizzatori che ci potevano essere problemi di ordine pubblico, alla fine questi hanno liberato l’accesso. Il comico genovese ha iniziato il suo comizio accolto dal boato della folla, dicendo: “Non fate così che è tutta la notte che mi esercito per non commuovermi…” Quindi l‘attacco al presidente della Repubblica, che è “andato dalla Merkel a quattro giorni dalle elezioni“, e perchè, ha aggiunto, “mi aspettavo che su Mps il presidente della Repubblica battesse i pugni sul tavolo e invece lui che ha fatto? Ha chiesto la privacy”. Grillo ha poi ripetuto il suo slogan “arrendetevi, siete circondati“, aggiungendo: “Possibile che non sentono il dovere di andarsene? E’ un problema psichiatrico. Serve qualcuno che li prenda per la testa e gli dica: è finita, è finita in una tristezza incredibile“.

Dalla folla più volte si è alzato lo slogan “tutti a casa”, e il comico genovese ha ribattuto: “Devono andare tutti a casa Ma prima vogliamo un piccolo controllo fiscale su di loro. Loro hanno fatto il redditometro su di noi e noi faremo il “politometro“. Quindi l’attacco ai leader di centrodestra e centrosinistra: a Bersani, innanzitutto, ha replicato: “Gargamella dice che è figlio di un meccanico e che io sono miliardario ma io ho lavorato una vita per guadagnare questi soldi, non sono un parassita come lui”. Del Cavaliere, invece, ha detto: “Berlusconi non è andato a Napoli perchè ha la congiuntivite. Altro che congiuntivite! Ha visto bene che non c’era nessuno in piazza del Plebiscito per il comizio finale del Pdl“.

Grillo non si è limitato ad attaccare Bersani e Berlusconi: “Che ci vadano i figli della Fornero a fare un lavoro come quello dei call center” ha affermato, chiedendo “il reddito minimo di cittadinanza perchè nessuno deve rimanere indietro“. Il leader del M5s è tornato inoltre ad attaccare i sindacati: “I grandi sindacati, i sindacalisti sono responsabili di questo dissesto” del paese proprio “come i partiti” ha affermato. Dopo Grillo, ha preso la parola anche il suo “guru” Gianroberto Casaleggio: “Con trasparenza, onestà e competenza cambieremo l’Italia” ha detto.

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