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Green Hill shock, cadaveri di 100 beagle nei congelatori

Scoperti anche 400 beagle sprovvisti di microchip. Il sospetto è che molti cani siano stati usati anche per testare prodotti cosmetici.

di Simona Vitale 20 luglio 2012 20:08
Green Hill

Green Hill non smette di far parlare di sé. Nei 5 hangar dell’allevamento di beagle destinati alla vivisezione, e sequestrati qualche giorno fa, sono state ritrovate carcasse di animali congelati. I veterinari che hanno tolto i cadaveri dai frigoriferi si son trovati davanti uno scenario davvero raccapricciante. Le carcasse di beagle congelate erano poco meno di 100. Tutti i corpi sono stati stati sequestrati e sono già partiti gli esami clinici per stabilire in che modo i cani siano morti e perché le loro carcasse fossero state congelate.

La macabra scoperta rischia ora di aggravare ancor più la posizione dell’azienda e dei tre indagati, ovvero l’amministratore unico, la francese Ghislaine Rondot, il direttore dell’allevamento e il veterinario responsabile nell’inchiesta nata grazie ad un esposto presentato all’inizio di giugno sia da Lega Vivisezione che da Legambiente. Ora, nei confronti degli indagati, i magistrati Sandro Raimondi e Ambrogio Cassiani potrebbero anche valutare il reato di uccisione di animali senza necessità, oltre a quello di maltrattamento verso gli animali.

L’ispezione da parte degli uomini della Digos e del Nirda del Corpo Forestale dello Stato al canile si è protratta per tutta la giornata e ha poi portato ad una altra scoperta non certo piacevole. Ben 400 cuccioli, infatti, non avevano il microchip, ovvero la capsula che contiene il numero identificativo del cane e che dovrebbe essere impiantata alla nascita. I veterinari che hanno esaminato gli oltre 2.300 beagle allevati a Montichiari, hanno infatti usato il lettore senza successo su alcuni esemplari. Pare infatti che 400 cuccioli non fossero in regola.

Il sospetto che aleggia a seguito delle indagini che si stanno protraendo è che non tutti i beagle siano usati esclusivamente per la sperimentazione scientifica e farmacologica, ma che alcuni siano serviti addirittura per testare dei prodotti cosmetici. Nel frattempo è già partita la corsa all’adozione dei beagle salvati dal canile dell’orrore.

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