Governo, oggi la scelta di Napolitano. Le ipotesi: Amato o Letta

Inizialmente Renzi era fra i più probabili candidati premier, ma le sue quotazioni sono scese. M5S, Sel, Lega Nord e Fratelli d'Italia saranno all'opposizione.

di Luca Fiorucci 24 aprile 2013 7:04
Consultazioni al Quirinale

Sono terminate in serata le consultazioni-lampo di tutte le forze politiche da parte del presidente della Repubblica Napolitano per la formazione del governo, e il capo dello Stato dovrebbe conferire oggi l’incarico. Nessuno dei partiti ha indicato chiaramente un candidato premier, e per ora i nomi più gettonati sono quelli di Giuliano Amato, Enrico Letta e Matteo Renzi. Le quotazioni di quest’ultimo, però, sono precipitate nel corso della giornata, per il mancato “endorsement” da parte della direzione nazionale del Pd. A sostenere per primo il sindaco di Firenze è stato Matteo Orfini, della corrente dei “giovani turchi”, e ad appoggiare una sua eventuale premiership vi sarebbero stati anche i dalemiani, una parte degli ex-popolari, gli stessi “giovani turchi” e, ovviamente, i renziani.

Dal Pdl, Sandro Bondi aveva affermato invece che un incarico a Renzi “sarebbe un vero segno di cambiamento”, anche se ha poi spiegato di aver parlato a titolo personale. La possibilità di un incarico all’ex “rottamatore” è andata poi sfumando, per le resistenze di parte del Pd e del Pdl e le perplessità del Capo dello Stato, che aveva tracciato un identikit di alto profilo istituzionale e di prestigio internazionale per il premier. Il vicesegretario democratico Enrico Letta, al termine delle consultazioni, ha spiegato: Ci atterremo alle decisioni che domani prenderà Napolitano. Il governo dovrà nascere sulla scia delle indicazioni del discorso che il presidente della Repubblica ha espresso di fronte al Parlamento“.

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi, invece, ha affermato: “Aspettiamo che il presidente decida a chi dare l’incarico e daremo il sostegno al candidato che sarà in campo” e ha ribadito l‘appoggio a un governo di larghe intese:Abbiamo confermato la nostra posizione“, ossia “la necessità che ha il paese di un governo forte che possa prendere provvedimenti importanti e che non sia un governo di passaggio, ma duraturo e fondato su un accordo tra le forze democratiche in campo” ha aggiunto. Anche i montiani di Scelta Civica hanno spiegato che loro si rimetteranno completamente alle decisioni di Napolitano: “Da parte nostra non sono state poste condizioni in quanto abbiamo perfettamente condiviso le posizioni illustrate ieri dal presidente della Repubblica alla Camera” ha dichiarato il coordinatore nazionale Andrea Olivero.

Il Movimento 5 Stelle, invece, rimane contrario al governissimo, e il leader Beppe Grillo ha attaccato duramente: La riconferma di Napolitano è stato un subdolo colpo di stato“. I capigruppo Crimi e Lombardi hanno fatto sapere che comunque il M5S “non sarà contrario per principio ai provvedimenti che il governo varerà: valuteremo caso per caso”. Contro il governo di larghe intese anche Fratelli d’Italia, Sel e Lega Nord. Nichi Vendola ha confermato il no del suo partito a “qualsiasi esecutivo abbia un blocco berlusconiano al suo interno“. Il leader leghista Roberto Maroni, invece, ha affermato: “Siamo all’opposizione ma auspichiamo che nasca un governo a guida politica, che solo può dare risposte alle emergenze”.

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