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Genocidio Armeno: sale la tensione tra Francia e Turchia

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato la Francia di aver compiuto un genocidio durante il periodo coloniale in Algeria. Intanto l'ambasciatore turco a Parigi ha lasciato la capitale francese in mattinata per tornare in patria.

di Massimiliano Dramis 24 dicembre 2011 12:10
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdo

Anche la Francia commise un genocidio in Algeria”. L’accusa proviene dal premier  turco Erdogan, in un crescendo di toni che rischia di allargare la frattura tra Ankara e Parigi. Difatti si fa sempre più dura la diatriba tra Turchia e Francia.  All’ indomani dell’approvazione da parte della Camera bassa dell’Assemblea Nazionale Francese che da il via libera alle legge che riconosce e punisce come reato la negazione del genocidio Armeno, cioè il massacro di un milione di persone tra il 1915 e il 1916 fino ad ora mai ammesso da Ankara.

Già giovedì, immediatamente dopo l’approvazione alla Camera della legge, sono state annunciate diverse misure di protesta: sospesa la cooperazione militare con la Francia, cancellati tutti gli incontri politici ed economici, vietato l’atterraggio e l’attracco in Turchia alle navi e agli aerei da guerra francesi. Inoltre è stato richiamto a Parigi l’ambasciatore Tahsin Burcuoglu, che ieri, rientrato in patria, ha raccontato ai giornalisti che l’approvazione del provvedimento sta creando confusione e imbarazzo tra i francesi e ha diviso anche il Governo.

Il presidente turco, Abdullah Gul, ha chiesto il ritiro della Francia dal Gruppo di Minsk, l’istituzione dell’Osce che media nel conflitto tra Armenia e Azerbaijan sulla vicenda del Nagorno Karabakh, a causa della “perdita della sua neutralità”.

Anche il premier turco Erdogan, dopo le prime reazioni di giovedì, ha rincarato la dose:  “Questo è un genocidio.  Se il presidente francese non lo sa dovrebbe chiedere a suo padre, Paul Sarkozy, che militò nella legione francese in Algeria negli Anni 40. Sono sicuro che avrebbe molte cose da raccontargli su quelle stragi”.

Pronta anche la risposta di Sarkozy, che da Praga dove si trova per i funerali dell’ex presidente ceco Vaclav Have, ha spiegato così la decisione transalpina: “La  Francia non dà lezioni a nessuno, ma non vuole riceverne, decide in maniera sovrana la sua politica, perché ha convinzioni, diritti dell’uomo e rispetto della memoria”.

Il contenzioso tra i due paesi è comunque solo all’inizio è già si preannunciano ulteriori misure, ma resta da vedere quali, dal momento che i due paesi sono entrambi membri della Nato e dell’ Ocse.

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