Gaza, prima incursione via terra. Migliaia di palestinesi in fuga

Le forze di terra israeliane sono penetrate nella zona nord della Striscia. Abu Mazen: "Lo Stato di Palestina sia messo sotto il sistema di protezione Onu".

di Luca Fiorucci 14 luglio 2014 8:19
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Rimane alta la tensione nella Striscia di Gaza, dove, dopo sei giorni di raid aerei israeliani, le forze di terra israeliane sono penetrate ieri nella zona nord, così come annunciato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, avendo come obiettivo alcuni sistemi di lancio di missili di Hamas. Negli scontri sono rimasti leggermente feriti quattro soldati israeliani. Un portavoce dell’esercito israeliano, il tenente colonnello Peter Lerner, ha riferito che l’operazione è andata comunque a buon fine. L’esercito israeliano ha lanciato volantini in arabo sulla zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, avvertendo gli abitanti di lasciare le case: “Chiunque trascuri le istruzioni dell’esercito metterà la vita di se stesso e della sua famiglia a rischio. Attenzione. L’operazione dell’esercito sarà breve. Lasciate le vostre case, bombarderemo alle 12” vi era scritto.

L’avviso alla popolazione di abbandonare le case sarebbe stato diffuso anche telefonicamente e attraverso i media palestinesi. Alcune migliaia di abitanti (ventimila secondo alcune stime) hanno abbandonato in fretta la scorsa notte le loro abitazioni per rifugiarsi in istituti scolastici dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi) nella speranza che questi non vengano colpiti dai raid. Queste persone sarebbero arrivate senza alcun bagaglio, e molti non avrebbero neanche potuto consumare, la scorsa notte, il pasto rituale del Ramadan, quindi sarebbero ancora a digiuno. Tre località del nord della Striscia, Beit Lahya, a-Atatra e Salatin, si sono trasformate ieri mattina in agglomerati fantasma”. Hamas ha invece invitato “tutti i figli del nostro popolo” a “tornare immediatamente nelle proprie case” e ad ignorare l’ultimatum israeliano.

Secondo fonti militari, l’operazione di ieri sarebbe stata condotta solamente da forze speciali della Marina, e non sarebbero previste altre incursioni nelle prossime ore, anche se un portavoce dell’esercito israeliano ha riferito: “L’opzione di un’invasione della Striscia di Gaza, comunque, resta“. Il ministero della Salute di Gaza ha fornito un bilancio dei primi sei giorni di raid israeliani, parlando di almeno 165” vittime al primo pomeriggio di domenica, fra cui 36 bambini e 24 donne, e 1232 feriti. Le forze israeliane nelle ultime 24 ore hanno colpito 150 obiettivi nella Striscia di Gaza, prendendo di mira lanciatori di razzi, case di leader di Hamas e singoli miliziani di Hamas e della Jihad islamica. Israele ha confermato invece che Hamas è riuscito a sparare un razzo da Gaza verso Haifa, che è caduto in una zona aperta senza causare vittime, mentre un altro razzo lanciato dalla Striscia di Gaza è esploso ad Askhelon, ferendo gravemente un ragazzo israeliano di 16 anni.

Il sistema di difesa Iron Drome ha invece intercettato due razzi in direzione di Haifa. Il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato una lettera all’inviato Onu per il Medio Oriente, indirizzata al segretario generale dell‘Onu Ban Ki-Moon, per chiedere che lo Stato di Palestina sia messo sotto il sistema internazionale di protezione delle Nazioni Unite”. Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha chiesto a Israele di “dare prova di moderazione nella sua risposta” contro Gaza di fronte ai lanci di razzi di Hamas, che “noi condanniamo“, e un “cessate il fuoco immediato“. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmer sarà oggi nella regione per incontrare sia il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia il leader palestinese Abu Mazen, allo scopo di favorire il negoziato.

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