Gasparri ai vigili: “Non ho tempo per le multe, toglietemele”

Il senatore del Pdl ha collezionato varie multe per aver dimenticato di rinnovare il pass per le zone a traffico limitato di Roma.

di Simona Vitale 18 giugno 2012 13:00

Io sottoscritto Sen. Maurizio Gasparri, Presidente del Gruppo Parlamentare ‘Il Popolo della Libertà’ presso il Senato della Repubblica…” è la frase iniziale di una lettera datata 22 marzo 2012 e inviata dal senatore all’ufficio Contravvenzioni del comune di Roma. Al centro della missiva una Mercedes classe A appartenente ad Amina Fiorillo, moglie di Gasparri. La famiglia Gasparri abita proprio nel centro storico di Roma ed ha collezionato diverse multe per aver dimenticato di rinnovare il pass per le zone a traffico limitato.

Gasparri ha dunque ben pensato di chiedere l’archiviazione dei verbali e di far valere il suo diritto di residente autorizzato. Quello che ha suscitato un certo scalpore è stato però il fatto che Gasparri non ha agito come un qualunque cittadino, ma ha scritto ai vigili su carta intestata a Palazzo Madama, precisando che:  “l’autovettura oggetto della contravvenzione era temporaneamente sprovvista dell’autorizzazione al transito, che non mi è stato possibile rinnovare tempestivamente a causa di continui e ripetuti impegni in diverse parti d’ITalia correlati al mio mandato istituzionale”. 

Gasparri è stato poi interpellato, in merito alla faccenda, da Il Fatto Quotidiano, cercando di difendersi e spiegando come sono andate le cose: “Sono residente in centro storico, la macchina è di mia moglie, io a volte la uso a volte no: il permesso era scaduto, mi sono arrivate le multe, adesso aspetto di capire quanto e come bisogna pagare”. Il senatore aggiunge poi: “I residenti hanno un permesso che viene rinnovato con scadenze anomale, tipo ogni tre anni, quindi non è come l’assicurazione, o il bollo… quando scade non c’è neanche un avviso al titolare. Mia moglie non l’ha rinnovato, può capitare, e quindi, in attesa di pagare…”.

Il fatto è che nessuno gli contesta il ricorso, giusto, ma le modalità di esso. “Io sono quello che sono, mica mi devo vergognare di quello che sono né devo chiedere unprivilegio per la mia posizione. Sono un senatore, uso la carta intestata, che devo fa’? Non credo che per questo faranno valutazioni di alcuna natura, guardi… la procedura è assolutamente corretta, la risposta potrà essere negativa, ci atterremo a quello che sarà”. Vedremo che risposta avrà Gasparri, il quale ha il presagio di non avere risposte solo perché il suo cognome è quello di un senatore.

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