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Fukushima, mutazione del DNA anche nelle farfalle

Il team di scienziati giapponesi ha riscontrato malformazioni nelle farfalle raccolte nelle zone a rischio, in seguito al disastro.

di Elena Arrisico 14 agosto 2012 14:01
Farfalla

Uno studio effettuato da un team di scienziati giapponesi ha rivelato “danni fisiologici e genetici alla pale grass blue, Zizeeria Maha, una farfalla licenide comune in Giappone“, in seguito al “collasso della centrale nucleare di Fukushima” che ha causato “un massiccio rilascio di materiale radioattivo nell’ambiente“. A riferirlo è lo studio dal titolo “The biological impacts of the Fukushima nuclear accident on the pale grass blue butterfly“, che ha focalizzato la sua attenzione sugli “impatti biologici di questo incidente sugli animali“.

I ricercatori hanno catturato diverse farfalle adulte nella zona di Fukushima, nel maggio del 2011, in seguito al violento terremoto che colpì il Giappone l’11 marzo 2011. Alcune farfalle mostravano anomalie lievi, ma le generazioni successive hanno via via mostrato anomalie sempre più gravi:

Le farfalle adulte raccolte nel settembre 2011 hanno mostrato anomalie più gravi rispetto a quelli raccolte a maggio. Anomalie simili sono state riprodotte sperimentalmente con esposizioni a basso dosaggio da altri laboratori esterni ed interni in individui di una zona non contaminata esposizioni. Concludiamo che i radionuclidi artificiali della centrale nucleare di Fukushima hanno causato danni fisiologici e genetici a questa specie“.

Queste le parole del team giapponese, che ha raccolto 144 farfalle, Zizeeria Maha, in 10 diverse zone del Giappone, dopo il disastro nucleare. Così è stato possibile confrontare le mutazioni nelle farfalle raccolte e si è scoperto che quelle che vivono nelle aree più contaminate hanno molte più malformazioni di quelle nate e cresciute al di fuori delle zone a rischio.

A capo del team di ricerca c’è lo scienziato Joji Otaki dell’Università di Ryukyu di Okinawa che, alla BBC, ha dichiarato: “Si è sempre creduto che gli insetti sino molto resistenti alle radiazioni. Pensando a questo, i nostri risultati sono stati inaspettati“. Sono state individuate malformazioni delle antenne, organo importantissimo che serve per esplorare l’ambiente. Inoltre, gli adulti catturati 6 mesi dopo il disastro “avevano un tasso di mutazioni di oltre il doppio delle farfalle catturate poco dopo l’incidente“.

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