“Fornero al cimitero”, bufera di polemiche sul comunista Diliberto

Il segretario del movimento nazionale dei comunisti italiani si è fatto fotografare con una donna che indossava una maglietta sulla quale c'era scritto "La Fornero al cimitero".

di Simona Vitale 21 marzo 2012 16:22
Fornero al cimitero

Come ci viene rivelato da Il Portaborse, all’uscita di Palazzo Chigi si rivede il segretario nazionale del movimento dei comunisti italiani Oliviero Diliberto. Il leader comunista è stato avvistato tra un gruppo di signore dall’età avanzata che protestava contro il Ministro del lavoro Elsa Fornero. “L’articolo 18 è una norma di civiltà, è inammissibile intaccarla. Ci aveva provato Berlusconi e non ci era riuscito. Vedrete, signore, non ci riuscirà nemmeno Monti” reclama Diliberto. D’altronde l’articolo 18 e la sua abolizione sono argomenti prettamente all’ordine del giorno.

Mentre la Polizia sembra indispettita dall’entusiasmo del segretario, il segretario, come di svelaIl Portaborse, si fa fotografare allegramente con le signore presenti alla protesta. Una su tutte una signora che indossa una maglietta con sopra scritto “Fornero al cimitero”, e con cui Diliberto preme per farsi fotografare. Non è mancata la risposta del ministro del lavoro: “Leggo che un ex ministro della Giustizia ha offerto il suo sorriso partecipe e compiaciuto a fotografi che registravano una manifestazione per la quale lo slogan scelto era: “La Fornero al cimitero”. Leggo anche che lo stesso ex membro del Parlamento italiano richiamava “norme di civiltà”, riferendosi all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Provo profondo disgusto e sdegno e denuncio l’irresponsabilità di simili comportamenti e non soltanto perchè mi trovo a essere l’oggetto di questi slogan. Un Paese come l’Italia merita politici in grado di interpretare e guidare con equilibrio e senso dello Stato le istanze dei cittadini. Penso che un ex membro del Parlamento italiano non sia legittimato a parlare di “norme di civiltà” quando adotta simili comportamenti. L’ex deputato ritratto in quella fotografia di certo non era degno di nessuno dei ruoli pubblici ricoperti” ha espresso la Fornero per mezzo di una nota.

Immediata è stata anche la difesa di Diliberto, affidata al sua portavoce e responsabile comunicazione del Pdci, Flavio Arzarello, che ieri era con lui mentre è stata scattata la foto con la maglietta incriminata e che ha dichiarato: “Come tutti sanno siamo abituati a condurre le nostre battaglie sul piano politico e a viso aperto, a partire da quella contro il governo e contro le politiche del Ministro Fornero, ma non vorrei, che qualche messaggio sbagliato e macabro, spostasse l’attenzione dalle sacrosante ragioni dei lavoratori. Martedì eravamo lì a protestare a difesa dell’articolo 18 e abbiamo portato la nostra solidarietà ai lavoratori ex Ibm che ci hanno chiamato a gran voce ed esposto il dramma che stanno vivendo. Dopo aver esposto le loro ragioni, i lavoratori hanno voluto fare una foto con Oliviero Diliberto: è evidente che non avevamo minimamente notato lo slogan sulla maglietta”. “È ovvio che non mi ero accorto della maglietta e me ne dispiaccio” ha aggiunto poi Diliberto.

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