Melfi, Fiat chiede la cassa integrazione per due anni

Prevista una "ristrutturazione aziendale" dello stabilimento, ma una delle due linee continuerà a produrre. La Fiom-Cgil: "Forte preoccupazione".

di Luca Fiorucci 15 gennaio 2013 19:34
Sergio marchionne

La Fiat ha chiesto per lo stabilimento di Melfi, in provincia di Potenza, la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale dal prossimo 11 febbraio al 31 dicembre 2014. La cassa integrazione riguarderà tutti i dipendenti e una linea per volta, mentre l’altra continuerà a produrre le “Punto”. L’amministratore delegato Fiat-Chrysler Sergio Marchionne, da Detroit, ha affermato: “In Italia abbiamo molti problemi ma non chiuderemo impianti come ha dimostrato l’investimento che abbiamo annunciato a Melfi”. L’amministratore delegatoha spiegato inoltre che i tagli di posti di lavoro effettuati in Polonia hanno protetto i lavoratori italiani.

L’obiettivo della ristrutturazione sarebbe la trasformazione della fabbrica in vista della produzione dei due Suv, uno a marchio Fiat e uno a marchio Jeep, annunciati dallo stesso Marchionne lo scorso 30 ottobre. I lavori da eseguire sono ingenti e riguardano sia la struttura dei reparti sia le linee di montaggio. La Fiat ha precisato che “i periodi di cassa e lavoro saranno equamente distribuiti tra i dipendenti“, che sono 5500. Meno di un mese fa, il 20 dicembre, era venuto a Melfi il premier Monti, assieme ai vertici dell’azienda, che in quell’occasione aveva ricevuto l’appoggio di Sergio Marchionne alla sua candidatura, ed era stato applaudito, oltre che dallo stesso amministratore delegato, dal presidente John Elkann e dai dipendenti.

Diverse le reazioni dei sindacati all’annuncio odierno. La Fiom-Cgil ha espresso forte preoccupazione perchè ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento“, e il segretario regionale Fiom Emanuele De Nicola ha sottolineato come la cassa integrazione “arriva dopo gli annunci in pompa magna dei giorni scorsi, alla presenza del presidente del Consiglio e del governatore della Basilicata, Vito De Filippo, e dei segretari generali di Cisl e Uil“. Per il segretario della Uil Luigi Angeletti, invece, “La cassa integrazione straordinaria a Melfi era prevista perchè lo stabilimento deve essere ristrutturato e la cassa integrazione serve per il cambiamento delle linee di montaggio. Questa è la conferma che la Fiat vuole investire e questo farà sì che a Melfi si potranno produrre nuovi modelli di auto”.

E il segretario Fismic Roberto Di Maulo ha affermato: “Buona notizia anche se provocherà sofferenze, ma almeno questa cassa è finalizzata al rilancio. Due anni sono quel che serve di solito per realizzare le nuove linee“. Intanto domattina, all’Unione Industriale di Torino, è previsto l‘incontro tra Fiat e sindacati per chiudere la trattativa sul contratto specifico di primo livello che riguarda oltre 80 mila lavoratori del gruppo. L’azienda ha proposto un aumento mensile lordo di 40 euro, ma la cifra è ritenuta insufficiente dai sindacati.

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